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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Piccole acrobazie

Piccole acrobazie

Stavamo giocando, dopo la merenda, e la dada ci dice che andiamo di là, nella stanza che chiama palestra: un piedino dietro l’altro, o un gattonare dopo l’altro, si arriva. E si apre la porta.

Uniche indicazioni: non spostare i giochi e  non farsi male. Strane cose ci sono oggi in palestra: dei “cosi” che sembrano un po’ delle tartarughe, i materassi che già conosciamo, qualche costruzione un po’ strana… vediamo cosa si può fare con tutto questo.

Qualcuno di noi parte sereno con la voglia di buttarsi in una nuova avventura: buttarsi letteralmente!

E’ alto qui, su questo tavolo. Mi appoggio, mi faccio aiutare dalla dada perché da solo è dura, mi arrampico e mi alzo in piedi. Wow!

E via, salto, dopo un respirone e arrivo, sul morbido materasso… mi piace, e allora ripeto e ripeto, finché salire, saltare e scendere  mi riesce facilissimo finalmente!

Qualcun altro preferisce restare a terra: bello questo mobile, mi ci infilo dentro, striscio come una biscia  poi mi devo ritirare su, sennò non ci passo… ehi ma alla fine c’è un tubo azzurroe  morbido… supero l’ostacolo e mi ci infilo dentro!

DSCN9708Che bello qui, ci infiliamo tutti! E le tartarughe? Ci salgo sopra ma non mi sento sicuro e quindi scendo, mi siedo un po’ frustrato e allora la giro, la tocco, e piano piano mi ci siedo dentro. Mi contiene tutto ma, aiuto, non sto su da sola!!!

Che fortuna! C’è la dada a fianco che tiene in  equilibrio questa grossa ciotola traballante.

Una volta partiti, ciascuno con la propria avventura, parte anche la musica che accompagna il movimento e lo stato d’animo.

Gattonare, strisciare, sentire le superfici diverse a contatto con il corpo,  ascoltare la musica,  poi attraversare, andare in alto e in basso, sentirmi traballante e poi di nuovo in equilibrio, e perché no? cadere, e rialzarsi, sempre.

A volte è divertente, ci sentiamo felici, altre volte è difficile, frustrante, ma passa tutto in fretta, ci si riprova, in modo diverso o si passa semplicemente ad altro.

E così scopriamo  movimenti che ancora non padroneggiamo finché stanchi, affamati, un po’ frullati … la musica si spegne, lasciamo la palestra… la pancia brontola, abbiamo fame…

Quando si mangia dada?!

Dada Francesca

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