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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Riconoscere sé stessi, immaginarsi diversi

Riconoscere sé stessi, immaginarsi diversi

Quest’anno ricco di attività, di laboratori, di musica, di danze, di ospiti, di giardino e di piscina, il libro è stato un amico che ha accompagnato le diverse proposte e i diversi momenti vissuti insieme.

Da settembre ad oggi, con i piccoli e con i grandi la lettura ha avuto una grande importanza: mai fine a sè stessa.

Proprio in quest’età il libro inizia ad essere percepito dal bambino come un oggetto diverso dagli altri giochi: può essere uno strumento di relazione, di immedesimazione e soprattutto di elaborazione di vissuti emozionali

Il libro cresce con il bambino: cambia il contenuto, cambia la forma, cambiano le immagini così come cambiano le competenze  e le dinamiche esperienziali nei bambini.

 

La scelta di un libro piuttosto di un altro non è mai casuale , ma è una scelta ragionata da noi dade.

La scelta nasce dall’esigenza  dei bambini , dal momento che stanno vivendo , dalla proposta dell’attività che si va  a presentare o che si  è presentata.  Una lettura  può infatti “aprire” un’attività o la può “chiudere”, dando valore a cio’ che si sta per sperimentare o ciò che si è sperimentato.

Il libro inoltre può essere un valido strumento per aiutare ad esternare o a canalizzare i sentimenti o un vissuto, a riconoscersi nelle storie narrate o ad immaginarsi diversi.

Proprio così.

Ai bambini piacciono storie di bambini della loro età che narrano momenti di vita quotidiana (andare a scuola o al parco giochi), di amicizia, di fratelli o sorelle, ma anche libri fantastici, avventurosi. I testi devono essere semplici, o si possono semplificare, in modo da poter essere memorizzati, “letti autonomamente” , o in modo che il bambino possa concludere la frase iniziata dall’adulto. Le fiabe tradizionali e in particolare quelle “del perché”  (ad esempio animali parlanti che spiegano le cose) aiutano anche a proiettare all’esterno le paure e le emozioni che il bambino ha dentro di sè. Al bambino piace scegliere la storia e gli piace anche farsela leggere molte volte… questo accade a casa in famiglia ma anche qui al Nido.

Come accennato prima il libro cresce con il bambino. Ed è così che dopo l’età da nido è possibile introdurre l’albo illustrato dove a raccontare le storie sono solo le immagini

Le immagini le riconosciamo perché il nostro cervello è “progettato” per riconoscerle e non c’è bisogno di uno studio come per la scrittura (quindi poter leggere).

L’immagine ha una capacità di linguaggio universale , ed è interessante proporre albi a bambini più grandi , dove tutto  è possibile con la fantasia e l’interpretazione.

Non c’è il giusto e lo sbagliato, ci sono storie con  suggestioni emozioni e passioni.

 

 

Bologna offre moltissime opportunità e moltissimi spunti di riflessione sul libro come strumento educativo.

A partire dalla Children Book Fair ( Fiera del libro che ogni anno  ospita le case editrici di tutto il Mondo ) a Nati per Leggere (progetto che ha come obiettivo la diffusione capillare della lettura tra i bambini da zero a sei anni attraverso la collaborazione fra bibliotecari e pediatri ) , alle Formazioni e ai Laboratori dove protagonisti  siamo noi adulti ma non solo.

Personalmente credo che il libro sia un potente strumento educativo con un suggestivo e fortissimo valore.  Quando parole  e immagini funzionano bene insieme, aprono possibilità narrative davvero infinite.

Sta a noi adulti saper guidare e  a volte lasciarci guidare dagli occhi dei bambini e credo che i libri così come gli albi illustrati  educhino gli occhi ed il cuore, sia dei piccoli che di noi adulti.

 

Dada Roberta

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