Pages Navigation Menu

La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Un ospite molto speciale!

Un ospite molto speciale!

Come sarebbe se un giorno all’Atelier, arrivasse un ospite molto ma molto speciale? Un ospite come mamma o papà? Prospettiva allettante e stimolante, che ci mette in gioco tutti, genitori, bimbi e dade: la creazione di uno spazio educativo “altro”, aperto, condiviso, sempre giocoso ed intenso.

Da un po’ di tempo all’Atelier stiamo sperimentando questa modalità: in un giorno concordato, un genitore dei bimbi viene all’asilo per condividere un laboratorio, per trasmetterci qualcosa che appartiene al suo sapere e alla sua passione, o anche solo per fare qualcosa tutti insieme, curare il giardino, suonare, giocare.

Giovedì scorso è successo proprio questo: mamma Giulia si è offerta per venire da noi, nella veste di dottoressa giocosa, per portare un momento di apprendimento e divertimento. Tema, il sistema circolatorio e il cuore. Un argomento per grandi!

La dottoressa ha bussato ed è entrata nella palestra: un pubblico attento ed emozionato era pronto per l’avventura del giorno. Nella sua borsa ha un sacco di cose: specchi, per guardarci e ritrovarci nelle nostre parti, e poi alcuni fonendoscopi, per sentire che rumori facciamo dentro, soprattutto come fa il nostro cuore.

142

Bum, Bum, il cuore batte forte, piano, lento, veloce, ciascuno di noi ha il suo personalissimo ritmo; proviamo quindi ad ascoltare il nostro cuore, quello degli altri, quello della dada, quello di Giulia …..e poi facciamolo con le mani, così battito dopo battito, diventa un grosso applauso per tutti.

143Giulia ci spiega in modo semplice, divertente, interagendo con tutti i bimbi, alla scoperta di quel mondo meraviglioso e anche un po’ magico che è il nostro sistema circolatorio.  Le vene, le arterie, il sangue, le loro funzioni. Proviamo anche a farlo, a costruirlo, diventando ciascuno di noi un pezzettino del corpo che ha con sé un paio di fili speciali, uno rosso e uno blu. E balliamo anche, diventando un reticolato di fili, un po’ complesso, che ben riprende la complessità del nostro corpo. Terminate le musiche, concludiamo questo laboratorio sfiorando altre parti: i polmoni, il respiro, i reni, l’intestino e per finire parliamo anche….della cacca! Che sia un’anticipazione per futuri incontri?

Ci salutiamo qui, contenti e incuriositi, felici di aver potuto vivere questo momento, ma ora la pancia brontola quindi, tutti a mangiare!

Grazie mamma\dottoressa Giulia per la passione e la vitalità con le quali ci ha trasmesso così tanto, permettendoci di esplorare ed emozionarci. E grazie ai bimbi, per la loro leggerezza, la loro capacità di vivere esperienze molto significative in modo partecipe, presente e sereno.

Dada Francesca.

Molto gentilmente “mamma Giulia” ci ha donato alcune parole sue:

Mentre i bimbi grandi, con la dada Francesca, si preparavano all’arrivo della mamma di Bianca, mi sono infilata il camice (quello vero!), ho preso il fonendoscopio e ho bussato alla porta.
E quando sono entrata le loro facce erano…strepitose!
C’era un misto di curiosità e sorpresa, ma soprattutto c’era tanta voglia di capire cosa avremmo fatto insieme.

E allora ci siamo seduti e abbiamo iniziato a chiacchierare su come è fatto il nostro corpo.
Con l’aiuto di uno specchio abbiamo provato a descrivere quello che vedevamo di noi: i denti, gli occhi il naso, le mani…e tutto quello che non si vede allo specchio c’è davvero?
E il cuore c’è davvero? E come fa? Ha un ritmo? Lo vogliamo sentire?…
133Il fonendoscopio ci ha aiutato a sentire tutti i cuori che battevano, ma poi con tutti questi ritmi ci è venuta voglia di muoverci un pò e con la musica abbiamo danzato perchè il “sangue scorresse” nei fili rossi e in quelli blu e così un po’ “arrotolati” e un pò liberi abbiamo ballato piano piano come batte il nostro cuore quando dormiamo e veloce veloce come batte il nostro cuore quando corriamo.

Poi spenta la musica mi hanno guardato come per dire “non penserai che crediamo che dentro al corpo ci sia soltanto il cuore, vero?”
E dentro la pancia?
E perchè quello che mangiamo diventa cacca?
E quello che beviamo come diventa pipì?

In effetti ho pensato che fossero davvero avanti, che a quell’età puoi anche permetterti di non sapere cosa siano i reni o i polmoni, ma assecondando la loro curiosità abbiamo iniziato a respirare forte forte così che i nostri polmoni diventassero graaaaaaaandi e potessimo sentirli sotto le nostre mani.
E poi abbiamo saltato a più non posso perchè i nostri muscoli e le nostre ossa ci sostenessero e potessimo sentirli ancora meglio.

Ci siamo salutati con un libro in cui gli organi di carta si aprono, si toccano, si muovono, e io di questo tempo passato con loro mi porto dentro il divertimento, lo stupore di quanto siano avanti, e l’emozione di mia figlia Bianca nel vedermi lì, perchè dare la possibilità a noi genitori di trascorrere un tempo speciale con i nostri figli e i loro compagni di viaggio è un’occasione davvero unica e imperdibile.

Grazie Dade, grazie bimbi e grazie Bianca.
Mamma Giulia.

Leave a Comment