Pages Navigation Menu

La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Musica è Vita

Musica è Vita

Parlare di musica all’Atelier, richiede uno sforzo ed un gioco: lo sforzo di considerare la musica come una metafora, e non solo uno strumento utilizzato durante alcune attività, ed un piccolo gioco di immaginazione.

Immaginiamo quindi di essere degli strumenti, tutti diversi, ciascuno con la propria sonorità, le proprie caratteristiche, le proprie tonalità.

Riusciamo ad immaginare quanti ritmi, quanti respiri, quante musiche diverse, si esprimono, provano e riprovano, strimpellano, e cercano di trovare un respiro comune, di formare un’orchestra?

Musica all’Atelier è quotidianità che si svolge con e di fronte a noi, ciascuno secondo le proprie peculiari caratteristiche, a ciascuno il suo genere specifico: rock, jazz, reggae, classica, pop, techno… non importa quale genere si scelga, ciascuno vive e sente la propria musica interiore, che si intreccia a quella degli altri.

Giochiamo ancora, giusto per capirci meglio: se potessimo mettere in musica la nostra giornata, che musica sarebbe? Oggi sono… un chachacha, oppure un valzer? Un charleston saltellante, o piuttosto un blues tutto viscere ed emozioni?

Un bolero di Ravel, un’overture di Bach? Oggi invece sono un bel rock graffiante, un jazz articolato, un reggae sereno e gioioso, oppure…oppure un richiamo tribale, percussioni, tamburi, piedi, pelle, cuore?

E tu? Che musica sei, solo per oggi, o magari solo in questo momento, perché domani sicuramente si cambia musica, saremo un ritmo diverso, una canzona differente.

Musica che si diffonde negli spazi e immediatamente cambia l’atmosfera, musica che non per forza è la musica di uno stereo, ma è anche la musica di strumenti suonati dai bambini, o dagli ospiti che vengono a condividere la loro maestria con noi, oppure la musica data da una quotidianità che ci accompagna nel viaggio, un percorso lungo un anno, iniziato con cura e tanto impegno da parte di tutti, con incognite e sorprese, per ritrovarsi poi a chiedersi: “chissà con che musica suoneremo oggi!”.

Abbiamo quindi la musica di un pianto, di risate, la musica di una dada che cammina veloce nel corridoio, di un’emozione causata da chissà quale evento, del silenzio pieno delle nanne… E ancora, la musica dell’acqua, quando andiamo in piscina, e impariamo nuove note, che sanno di fiducia e paura, gioco e attesa.

La musicalità delle diverse attività, fatte di concentrazione, creatività, gioco, corse, risate, o costruzioni comuni: luoghi in cui ciascuno riconosce e articola la propria personale musica. E dopo intoppi, tanto ascolto, scoperta dei diversi strumenti, dopo errori, prove e riprove … prendiamo il ritmo, insieme; si accordano tutti gli strumenti, si prende un respiro comune e che musica facciamo tutti insieme, che orchestra!

Quante sfumature, quanti ritmi, quanti battiti, quanti crescendo, quante pause, quanti silenzi?

E allora, uno, due, tre, Musica Maestri!

Dada Francesca

Leave a Comment