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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Un mercoledi speciale al Nido Blu

Un mercoledi speciale al Nido Blu

Eccoci all’inizio dell’anno, bimbi in inserimento, genitori in inserimento, momenti delicati, speciali, di cura.

Questo è il secondo incontro con i genitori durante un distacco più  lungo dai loro bimbi e invece di mandarli al lavoro li teniamo qui con noi, qualche ora, per conoscerci.

Dopo una lettura dedicata a loro nel primissimo distacco, intorno a tisane e caffè e fazzolettini… oggi ri-troviamo il filo per restare connessi con i nostri bambini.

“le mamme (e i papà) partono sempre.
Dove vanno?
In India, in Africa…in ufficio, dal parrucchiere.
Allora i bambini stringono nelle mani
un salvacondotto,
un lasciapassare,
per andare e ritornare…”
un oggetto,
nel nostro caso un librino di stoffa,
che mamme e papà hanno cucito,
di cui hanno scelto le stoffe e le forme e le storie,
un libro su cui hanno speso il proprio tempo,
un tempo che scorre sul filo,
un filo che cuce,
tiene insieme,
su cui scorrono intenzioni,
parole, pensieri caldi, pensieri gai, pensieri malinconici…tutto l’essere mamma o papà…un sussurro per dire “sono sempre con te anche quando non ci sono”.


Un librino con cui dormire, con cui fare il tragitto da casa al nido, un librino che arriva da qui a lì.
Da Winnicot e ritorno, un oggetto transizionale, un oggetto che si, sa “sa di mamma”, è una coccola, parla di affetto, scalda il cuore del nostro bambino che, stringendolo a sé, sente riempirsi quel vuoto, quello spazio che scopre esistere tra lui e noi e che è uno spazio fisico ma anche simbolico.
Quell’oggetto rappresenta un legame forte e molto reale, perciò il suo valore è molto più che un’illusione.
Avrà il “delicato compito di aiutare il bambino ad attraversare la fase dello sviluppo dell’Io e della differenziazione, che coincide con la nascita della consapevolezza di non essere una sorta di prolungamento della madre, ma un individuo separato da lei.”

a cura della dada Marta e i meravigliosi genitori che accompagnano i propri figli e se stessi in questo divenire.

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