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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

A proposito di fiducia…e controllo

A proposito di fiducia…e controllo
Davvero una mattina interessante o forse potrei direi una settimana un po’ speciale.
Al nido è iniziata da poco la danza e alcuni giorni fa mi sono trovata ad avere il privilegio di danzare una volta ancora insieme ai bimbi del nido.
Quest’anno è la prima volta per me e solo la terza per i bimbi. Ci siamo confrontate con la dada Francesca, lei ha preparato delle musiche “leggere” e gioiose e poi abbiamo proposto tessuti caldi e morbidi perchè la musica potesse accompagnare il loro stato d’animo creando intimità e tenerezza.
Entrare nella stanza e vedere la gioia e l’aspettativa dei bimbi che avevano capito benissimo cosa stavamo per fare è stato incredibile. Quanta presenza, quanta voglia di stare con la musica, con gli amici, con le dade!
Abbiamo ballato e giocato, ci siamo lasciati coinvolgere ed emozionati, abbiamo sperimentato e riso e alla fine ci siamo incontrati a terra, sdraiati o in un fiducioso abbraccio.

La sera stessa mi sono trovata a “danzare” in un gruppo di adulti e di amici che amano mettersi in gioco, sperimentare le proprie emozioni e condividere giocando e guardandosi negli occhi.

Ho ritrovato la stessa emozione, la stessa gioia e intensità!

Trovarsi insieme e dedicarsi unicamente a ciò che si fa in quel momento, in quel cerchio di “persone” per stare bene insieme non ha davvero età , 1 anno, 5 , 20, 40…
Nessuna esibizione, nessuna richiesta di perfezione o di tecnica, solo stare nel piacere.
E’ apprendimento emozionale, è lasciare andare tutto per stare con la musica o con la mano di una amico o in braccio alla dada. E’ ritrovarsi e perdersi.
Quella sera abbiamo parlato di fiducia e di controllo, di affidarsi alla vita, agli altri, non cercare di capire e guidare ogni cosa, non per forza.
Un bambino piccolo è quasi sempre in questo stato, si deve affidare per sopravvivere ma quando lo fa con gioia e serenità, con slancio e leggerezza allora è proprio una bella avventura.
Sperimentarlo da grandi fa provare cose sconosciute o forse solo dimenticate.
E così siamo arrivati alla fine della settimana e ho osato un po’: con i bimbi della materna, già un po’ più strutturati e con il controllo che comincia a fare capolino, abbiamo sperimentato un po’ di giochi.
Ci siamo guardati negli occhi e incontrati, in silenzio, a volte ridendo magari, ma senza scappare da quella intensità. Ci siamo scambiati carezze e solletico. Inizialmente abbiamo usato le foglie come tramite per incontrarci, quasi come una scusa per poterci toccare. Ce le siamo donate, scambiate per poi ritrovarle imparando ad ascoltare ciò che succede: emozione, paura, frustrazione, allegria.
20161104_121213Poi è stato il momento di correre come matti lanciando le foglie e facendo scivoloni, ma appena battevo le mani eccoci a cercare un abbraccio. Giochiamo insieme anche alla dada Francesca e allora via di nuovo a correre per poi cambiare abbracci e fare cerchi fitti di mani e risate. Nessuno viene lasciato da solo, è tutto un cercarsi…
Che meraviglia. Spontanei, felicissimi, presenti.
Abbiamo osato ancora un po’ e ci siamo messi a coppie, uno ad occhi chiusi e l’altro che lo protegge, ma non lo guida. Lo accompagna senza dirigerne i passi. Questa era proprio difficile!!
Eppure nessuno ha aperto gli occhi, nessuno è andato a sbattere. Ci sono le dade in mezzo ai bimbi ma forse non servono nemmeno.  L’attenzione e gli sguardi erano fieri, intensi, orgogliosi.
Abbiamo cambiato coppie, scambiato mani e giocato ancora e ancora perchè lasciare il controllo ci piace, affidarci è meraviglioso e loro lo sanno fare ancora benissimo.
Ed è bello anche occuparsi di un amico, provare a fare attenzione e sentire tutta la fiducia delle dade e degli altri.
Questa settimana è stata un po’ speciale, forse un po’ strana ma sicuramente molto da Atelier dei Piccoli!
E quindi si è conclusa leggendo il libro sulla “cacca”!!! Perchè ci piace proprio molto ridere insieme.
Dada Pamela

 

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