Pages Navigation Menu

La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

IL LAVORO APERTO come APERTURA DEL CUORE

IL LAVORO APERTO come APERTURA DEL CUORE

Lavorare in maniera “aperta” è sempre stato una delle qualità dell’Atelier dei Piccoli. Negli anni abbiamo trovato spunti, modalità e idee sempre nuove per mettere in pratica questo stile. Ci siamo confrontate e arricchite anche con il metodo dell’Open Group. E naturalmente con le famiglie, i bimbi e tutte le dade, i dadi, amiche e amici dell’Atelier . Grati per tutto quello che abbiamo ricevuto in questi scambi, vogliamo raccontarvi un po’ cosa significa per l’Atelier dei Piccoli il Lavoro Aperto.

Per noi il “Lavoro Aperto” richiama subito i concetti di apertura, ascolto, mettersi in gioco: prima di tutto abbiamo bisogno di coltivare la qualità dell’apertura in noi. L’apertura ha tanto a che fare con la dimensione del cuore. Un cuore aperto che possa sentire ciò che si muove attorno a lui perché prima di tutto è in grado di accogliere ciò che si muove dentro di sé.

Ovviamente è un lavoro che richiede un’osservazione  e una  manutenzione  costante. Da grandi, possiamo comprendere  le nostre fragilità , i nostri difetti, carenze ed eccessi e accoglierli grazie allo spazio del cuore. E da lì possiamo aprirci ad accogliere anche gli altri, le novità e le sfide… Nel rispetto di noi stessi, conoscendo i nostri limiti.  Non è affatto semplice aprirsi, mostrarsi nelle proprie fragilità: la società, il gruppo, le aspettative sono sempre verso l’essere performanti, positivi e capaci. Ma l’umanità è molto più complessa e ricca di sfumature: per essere aperti abbiamo bisogno anche di momenti di chiusura in noi stessi, ci vuole il tempo di accogliere il buio per vivere la luce. Ci vuole il silenzio e lo spazio per apprezzare la pienezza della musica. I fili su cui abbiamo lavorato negli anni si intrecciano. Infatti quest’anno la sfida è nientemeno che lavorare con le possibilità dell’equilibrio! Cercare di integrare gli opposti, muoversi in una dimensione dinamica  e armonica, senza cadere perché ci siamo sporti troppo da un solo lato. Come?

Col cuore aperto e un bel po’ di coraggio. Perché non abbiamo certezze precostituite: ci vuole coraggio a cercare di rinnovarsi, aggiustare la propria strada e morire e rinascere ogni giorno. Abbandoniamo la nostra zona confort, quella modalità di fare che ormai riesce quasi da sola, che non ci mette mai in discussione. Da un lato è comodo e ogni tanto ci fa bene anche la comodità. Ma così rimarremmo sempre uguali a noi stessi, piccoli e chiusi, senza crescita.

E allora.. Apriamo le danze!! E apriamo le porte!

Perché i bambini sperimentino più possibilità, tra spazi e proposte diverse in cui stare.

Per uscire e fare tante gite in tutte le stagioni, nello stupore della scoperta!

Per vivere il fuori in maniera quotidiana e rilassata, tra fango e piante.

Per fare entrare tanti ospiti, in primis i genitori assieme a cui proporremo delle attività ai bimbi.

Perché i gruppi dei bimbi siano variabili.. a volte omogenei per età, a volte diversi. A volte con gli amici di sempre, a volte coi compagni con cui si sta di meno.

Perché vogliamo davvero viverci come 0-6. E allora i bimbi del nido saliranno negli spazi della materna e i più grandi scenderanno al nido. E creeremo gruppi misti e un gioco condiviso. O ci troveremo tutti in giardino!

Ma come diciamo sempre… Sono i grandi che conducono, decidono e aprono la strada! E allora qualche dada del nido salirà per un pranzo o un laboratorio assieme, per vedere come siamo grandi. E una dada del 3-6 verrà a osservare i nuovi piccoli, per ricordarci da dove siamo partiti…

E poi vediamo  sempre di più il progetto di un Atelier Aperto, tra proposte, laboratori, ludoteca… e magari un orto condiviso con le famiglie in primavera!

Per metterci in gioco e continuare a crescere insieme in questa piccola grande avventura.

 

Dada Irene

Leave a Comment