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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Oggi si va a teatro!

Oggi si va a teatro!

Teatro: noi grandi lo chiamiamo così e più o meno sappiamo di che cosa si tratta.

Ma le\i bambine\i di tre, quattro, cinque anni che cosa visualizzano nella loro testa quando sentono la parola teatro?

Cominciamo dalla partenza! Come si va al teatro? Con l’autobus!!!

E non andremo noi alla fermata, verrà lo stesso autobus alla nostra scuola!!!

E mentre lo aspettiamo nel cortile per passarci il tempo coloriamo con i gessetti. L’autobus è in ritardo… strano!

Arriva ed è grande, alto, facciamo le scale per salire, uno alla volta, ci sono anche altri bambini dentro, ci sediamo e mettiamo la cintura, è difficile chiuderla, intanto l’autobus parte, retromarcia e poi via!

“Siamo fermi,siamo arrivati!”  –  “No, c’è il semaforo!” –  “Il treno!” –  “Sto guidando anch’io, guarda,dada!” –  “Dada,lo sai che la mia mamma ha solo una gamba!”… e così arriviamo!

Sblocchiamo la cintura, scendiamo le scale a due a due tenendoci per mano e avanziamo verso la grande porta del teatro, di nuovo le scale e finalmentre entriamo. Aspettiamo , oggi c’è sempre da aspettare un po’! “Ho la pipì!”

Entriamo dentro questa sala grande, grande, scopriamo che sul tetto ci sono  le stelline gialle e bianche e noi ci sediamo nella seconda fila. La prima fila rimane vuota, quindi noi siamo in prima fila!

Alzando gli occhi c’è un palco grande e un signore seduto che aspetta anche lui! Le luci si spengono e si accendono altre luci che illuminano il palco. Arriva anche una signora e in piedi vicini, lei e lui si fermano e ci guardano.

Qualcosa sta per cominciare! Prima litigano scherzando per una sedia, poi lei va e si siede dietro ad un pianoforte, lui va alla sua scrivania dicendo che questo è uno spettacolo di pittura e lei gli ripete che invece è un concerto… che cosa sarà? Lui comincia a disegnare e lei a suonare. Su un grande schermo noi guardiamo i disegni in diretta. “Un albero!” , “ Un lupo!”, “Dada Thea, un pagliaccio!”, “Una scala, un faro… no, l’omino è caduto in acqua!”, “Una scatola!”.

Tanti bambini, tante voci! La curiosità è accesa, per noi grandi che siamo vicini a loro abbiamo la grande occasione di vedere i loro occhi e le loro espressioni. Ci sono momenti che sono totalmente concentrati, assorbiti da quello che guardano ed ascoltano ed il loro viso è sereno. In altri momenti hanno voglia di sentirsi partecipi in questo grande gioco, allora si esprimono ad alta voce. Il momento che è indescrivibile con le parole è quando tutti i bambini ridono insieme!

Lo spettacolo finisce, applausi! Ma non finisce… lui ci dice che abbiamo fatto molta confusione, che non è sempre necessario parlare, che è molto importante ascoltare.

Ci vestiamo. “Di chi è questo cappello?”. Non dimentichiamo niente e per ultimi usciamo dalla sala grande, grande con le stelline sul tetto e le luci verdi sulle pareti che passando riusciamo a toccare!

Scendiamo le scale e questa volta attraversiamo la strada grande!

Aspettiamo l’autobus e poi di nuovo le scale, la cintura e in pochi minuti stiamo alla materna, in collina a fare la merenda!!!

FInaleE’ proprio una grande avventura quello che i grandi chiamano TEATRO!

Dada Thea

 

(Teatro all’improvviso, spettacolo “Scherzo a tre mani” presso il Teatro Testoni ragazzi)

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