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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

E nei momenti difficili?

E nei momenti difficili?

E’ venerdi e da un po’ di tempo all’Atelier stiamo sperimentando questo salire e scendere le scale per incontrarci, tra nido e materna, tra bimbi e dade!

 

Bellissimo ritrovarsi o fare nuove amicizie, riscoprire gli spazi del nido che adesso sembrano piccoli… o salire quella scala per entrare nel mondo speciale della “collina”, la stanza del grandoni..wow

E magari le dade hanno una occasione diversa per osservare i bimbi mentre giocano confrontandosi con chi non li vede ogni giorno.

Capitano però anche quelle giornate in cui apparentemente niente sembra semplice… e allora che fare?

Come sempre  ci siamo date appuntamento per le 11 ma in giardino per continuare il “lavoro ” che ci ha affidato il nostro giardiniere Paolo. I bimbi grandi sono contenti di lavorare la terra, piantare le talee o creare delle palline di burro e semi da offrire agli uccellini. Eppure una volta in giardino si crea un po’ di confusione. Chi corre di qua e di là, chi cerca l’amico (ma lui ha scelto di partecipare nell’altro gruppo) e chi proprio oggi non ha voglia di dare una mano. Ne alle dade ne ai più piccoli.

I bimbi piccoli arrivano fuori un po’ lenti e qualcuno piange, la confusione crea sempre un po’ di tensione e sembra che proprio oggi non combineremo nulla.

Le dade si confrontano velocemente e ci sediamo divisi in due gruppi, chiamiamo il nostro cerchio (che sempre ci toglie dai pasticci) e usiamo un libro per riportare la calma. Una storia smeplice, senza parole, giusto per trovare di nuovo un centro, le nostre radici in quella terra e partire da li.

E poi via con le mani nella terra o nel burro per travasare, impastare, seminare…

Certo da anche fastidio sporcarsi e poi il burro unge e ci vuole pazienza prima di potersi pulire le mani, c’è un lavoro da finire e c’è sempre chi piange e fa un capriccione.

“bimbi chi vuole finisce il lavoro, chi non ne ha voglia gioca nel giardino”

questo via libera ad arrampicarsi e rotolarsi o anche solo a stare a guardare rilassa gli animi finalmente. Apriamo  i cancellini cos’ che i gruppi si possano mescolare e grandi e piccoli incontrarsi nuovamente a piacere.

Nessuno piange più, c’è chi racconta il suo laboratorio agli altri, chi costruisce altalene per i piccoli e chi è stanco e si sdraia un po’.

Ecco…allora oggi era un giorno così, senza richieste. A tutti i bimbi come sempre viene proposta l’attività e nessuno deve partecipare se non en ha voglia eppure spesso non si ha il coraggio si essere realmente liberi.

Ecco una nuova “lezione” per noi dade, attenzione alla forza delle nostre parole, che tante volte coinvolgono ma a volte in qualche modo bloccano i bimbi nelle loro scelte, al di là della nostra reale intenzione.

Tutti sereni e gioiosi ci apprestiamo ad andare a pranzo.

Grazie giardino per questo respiro

Dada Pamela

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