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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Emozioni in acqua

Emozioni in acqua

PISCINA! Quante emozioni si raccolgono in questa parola.

Cosa esiste di più vicino alla nostra natura dell’acqua? Forse niente! Ma non sempre si direbbe…

Ebbene, appena abbiamo imparato a camminare, a stare bene in equilibrio, proprio in quel momento ricominciamo tutto da capo.

Arriviamo in piscina, dopo esserci cambiati, aspettato gli amici e cantato le canzoni, con il nostro speciale treno attraversiamo il fiume dei coccodrilli (per i non addetti: la vaschetta lava piedi!), la vasca di dadi grandi con l’acqua molto molto profonda, e poi ci siamo… ecco la nostra piscina!

L’acqua è immobile, azzurra e così limpida che il fondo sembra molto vicino; la stazione di Mago Ciro ci invita a lasciare i nostri accappatoi e ciabattine.

Tutto è pronto per accoglierci.

A sedere sul bordo, guardiamo di sotto, i piedini si sporgono, cercano l’acqua ma non arrivano a sfiorarla. Quante emozioni che ci sono in quel primo affaccio, in quello sguardo pieno di gioia, di euforia, talvolta di timore.

Scendiamo in acqua: che strano, e adesso come mi muovo? I piedini non toccano terra, il mio corpo bascula avanti e indietro, l’acqua mi circonda, la accarezzo ma si sposta a fatica, gli do uno schiaffo e gli schizzi si alzano sopra alla mia testa.  È strano. È tutto nuovo!

Le dade sorridono e cantano canzoni, dopo qualche coccola arrivano i braccioli colorati; ed ora una nuova scoperta: posso stare da solo! Quasi come fossero ali mi sostengono, e da qui inizia la vera scoperta di come fare per muovermi, per raggiungere un amico, le dade o un gioco in acqua.

È buffo quando scopro che i piedini sbucano fuori dall’acqua avanti e indietro, ci posso fare tanti schizzi o solo lasciarli li e sentire che bello è potersi abbandonare.

Non sempre è tutto così naturale quando si inizia, forse questo abbandono non mi piace, ancora non mi fido, non sono ancora pronto per questo, e così cerco le braccia della dada per un conforto, una mano per sentirmi sostenuto.

È attraverso questo abbraccio, questa mano che passano le nostre emozioni, da bimbi a dade e viceversa. È uno scambio continuo, dal tuffo per entrare in acqua, dall’accogliere con gioia la loro euforia o con cura e sostegno il loro naturale timore.

Nell’abbraccio passa la fiducia che gli vogliamo trasmettere, verso questo nuovo mondo, verso loro stessi e verso di noi; attraverso la nostra pelle passa la gioia per aver condiviso insieme un gioco divertente che ci è piaciuto, come un tuffo o una piccola immersione.

E cosa dire di quello che i nostri occhi vedono sott’acqua? Che spettacolo.

Occhi che si stringono forte forte o che si spalancano grandi per lo stupore e la meraviglia, bollicine che escono dai nasini, le braccia che si allungano per arrivare più in fretta, le gambe che si muovono a bicicletta come per aggrapparsi e spingersi forte nel tentativo di avanzare.

Il mondo da questa prospettiva è tutt’altra cosa. Che dire infine quando si arriva a vedere i loro occhi che esplorano questo spazio con vera gioia, per le conquiste che si sono fatte, per vedere tutto colorato di azzurro, sentire l’acqua che ci circonda senza punti di interruzione, per sentire i suoni ovattati. Vedere i loro sorrisi durante le immersioni nel passaggio dalle braccia di una dada a quell’altra è molto di più di qualsiasi parola che cerchi di descrivere quel momento.

Questa è la magia delle emozioni che si condividono in questo incredibile scambio che ci permette l’acqua e solo l’acqua.

 

Dada Titti

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