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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Ma cos’è che ci fa ridere?

Ma cos’è che ci fa ridere?

Chiedo ai bambini: “Che cosa vi fa ridere?”

Tutte le risposte avevano come protagonista il corpo. I bambini ridono con quello che il corpo fa.

Si tratta della stessa logica che il clown utilizza, prima impara a parlare con il corpo e poi con le parole.

Anzi esprimersi con il corpo per un clown è essenziale, invece usare le parole è facoltativo.

Insieme ai bambini si esplora lo spazio in diversi modi.

I materassi si trasformano in isole e i bimbi  trovano e scelgono cosa  portarvi,  vestiti, borse, stoffe, piccoli rami, così ogni bambino crea la sua storia e la intreccia a piacere con tutte le altre.

Poi lo spazio ritorna vuoto.

Cominciano a esplorare i propri piedi e  le parti di cui sono composti, provano a camminare appoggiando ogni volta una parte diversa. Si muovono nello spazio con velocità diverse e facendo attenzione a non scontrarsi.

Poi da fermi si esplora l’equilibrio. I bambini spostano il loro peso e controllano fino a dove possono arrivare. Perdono l’equilibrio e lo fanno con immensa allegria!

Si introduce nello spazio la pallina. A turno la pallina passa di mano in mano, in cerchio. Successivamente si porta a chi sta di fronte passando in mezzo al cerchio. Alla fine in tutto lo spazio chi ha la pallina sceglie a chi passarla e la lancia con attenzione senza farla cadere per terra.

Non è facile separarsi da questo oggetto simpatico che tutti vogliono!

Ma ecco che arriva il momento finale: quando si mettono due sedie una di fianco all’altra in mezzo alla sala, i bambini sanno che sta per arrivare il naso rosso, allora si siedono  e aspettano.

Metto il naso rosso e mi siedo su una delle due. L’altra sedia viene occupata di volta in volta da un bambino diverso. Senza l’utilizzo delle parole si da il via a un gioco di sguardi, gesti, intenzioni, azioni e reazioni.

Il gioco si regge solo sulla relazione che i due riescono a creare.

Al gruppo che rimane a osservare viene richiesta l’attenzione, perché così si scoprono cose nuove e ci si diverte.

Poi i bambini creano delle coppie e ripetono da soli lo stesso gioco.

Dopo queste esperienza ecco che posso proporgli  il loro primo incontro con la maestria di Charlie Chaplin!

La visione del film “Sharlot rientra tardi” del 1916, muto e in bianco e nero suscita grande interesse, attenzione e partecipazione : risate, commenti, domande.

dscf2696E così le loro risposte alla domanda iniziale “Che cosa vi fa ridere?” magicamente prendono vita!

Quando il film finisce chiedono il bis!!

 

Dada Thea

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