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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Percorsi per Adulti in Crescita…a modo nostro!

Percorsi per Adulti in Crescita…a modo nostro!

Due mesi fa partiva il percorso per Adulti in crescita e l’Atelier dei Piccoli apriva le sue porte a dieci persone esterne (educatori, baby sitter, nonne…) che volevano sperimentare e sperimentarsi in un processo educativo che parte dalle esperienze concrete e condivise delle educatrici dell’Atelier.

Ecco il racconto di una di queste persone, alla fine del percorso …che in realtà sta continuando insieme a noi.

Ogni persona cresce, influenzata dal mondo ma indipendentemente; quindi cosa significava per le care educatrici dell’Atelier un percorso per adulti in crescita? Una sana innaffiata di quel buon concime biologico che si allontana dalle strane proposte e mode del mondo in cui viviamo, che innesca una spirale di cambiamento che sale in un moto infinito.  Si cresce da sé ma non si cresce soli e questo percorso di gruppo ci ha fatto diventare un po’ più grandi, un po’ più consapevoli e un po’ più liberi.

In qualsiasi contesto educativo si promuovono modi di fare e giocare che raccontano la storia di quel luogo: gli spazi, le cose, i tempi e le azioni danno un’identità e un significato al lavoro di anni. Nei tre incontri e nelle successive osservazioni abbiamo potuto cogliere e assaporare questa idea educativa che ci ha fatto riflettere su queste parole:

 

 

Giocare da adulti e bambini con i propri tempi e ritmi

Semplificare, decostruire, mettersi a nudo

Ribaltare le cose cercando nuovi significati per trasformarle

LIBERTA’ che nasce dal giardino, dall’avventura, dalla curiosità, dagli imprevisti e dallo sporcarsi

Fare squadra, affidarsi e mettersi alla prova per scoprire altri punti di vista e abbattere le verità che si credono assodate

Fare senza parlare, lasciare al contesto ogni parola

In questi viaggio abbiamo giocato con i colori, abbiamo cantato, letto dei libri, chiacchierato in cerchio, conosciuto nuove persone speciali, costruito un progetto, ma soprattutto abbiamo ALLENATO LO SGUARDO.

Uno sguardo che va oltre l’idea tradizionale di educazione e che focalizza l’immagine su un adulto (e di conseguenza un bambino) felice, in grado di autodeterminarsi senza essere guidato, in un contesto poco organizzato e standardizzato che diventa teatro della sua curiosità, della sua fatica e tenacia, dei suoi perché, dai quali si parte per cercare delle risposte, “attrezzandosi” per seguire un viaggio che nasce, cresce ed evolve, perché sentito e condiviso da tutti quanti: adulti e bambini.

Dada Tati

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