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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Cari genitori, ci auguro un’ estate col cuore aperto.

Cari genitori, ci auguro un’ estate col cuore aperto.

Pensando ad un articolo per salutarci, raccontando e intrecciando le esperienze dell’anno, ho ripassato mentalmente le mille possibilità che si sono proposte in questo lungo periodo.

Allora ho cercato di cogliere l’essenza del nostro ” tema dell’anno” che era proprio: le possibilità dell’equilibrio!
Wow…
Già perché di possibilità si tratta ogni volta che qualcosa succede, si affaccia alla quotidianità destabilizzandola, ogni suggerimento o proposta che parte dai bambini, dal gruppo educativo e dai genitori.
L’equilibrio non è una condizione statica come a volte auspichiamo, finalmente fermi e ben bilanciati, centrati nel nostro percorso tutto chiaro davanti ai nostri occhi.
Molto più spesso si tratta di cadere un po’ da una parte e un po’ dall’altra, di provare una emozione  e poi quella opposta fino a integrarle e sentirsi nuovamente in equilibrio.
A volte per fare questo serve il coraggio di spingersi un po’ oltre la nostra normale percezione, di scoprirsi e rischiare.

Abbiamo scritto articoli e siamo andati in piazza, abbiamo cercato nuovi modi per dialogare e raccontarci.

img_9301Riletto così quest’anno è stato un meraviglioso susseguirsi di equilibri persi e ritrovati, di occasioni accolte soprattutto per aprire gli occhi e il cuore di grandi e piccini.
Aprirsi al lavoro con nuovi educatori e collaboratori e trovare l’armonia quotidiana, costruire cerchi di condivisione sempre più grandi e scoprire risorse inaspettate in ognuno.

Aprire le porte di nido e materne, aprire i giardini, mescolarci, studiarci, scontrarci, divertirci, stupirci e poi ritrovarsi nel proprio spazio personale.

Aprire anche i cancelli per conoscere nuovi luoghi, per osare avventure complesse dove abbiamo potuto osservare quante risorse sono dentro ogni bambino, quante capacità di collaborazione, autonomia e osservazione c’erano, ancora non del tutto visibili!

Poi confrontarci così tanto da perdersi, perché nell’ incontrare un punto di vista diverso a volte può crollare tutto, può insinuarsi un bellissimo dubbio e finalmente cadere da quel punto fermo e apparentemente stabile dove ci sentivamo al sicuro.

Solo così si cresce e ci si rimette in movimento alla ricerca di un diverso possibile equilibrio.
Le dade dell’ Atelier dei piccoli sanno che non ci sarà mai un anno uguale all’altro, non solo perché cambiano le famiglie e i bambini e tutto il nostro lavoro è strettamente legato a questo, ma soprattutto perché sanno che è nella mia natura dare sempre quella spintina per farci perdere l’equilibrio!

È questo splendido gruppo è sempre pronto a coglierne le potenzialità e a cambiare andando molto oltre le mie aspettative.

Ho iniziato augurando a tutti noi una estate a cuore aperto perché credo che  sia la grande sfida di questi anni.

Rimanere aperti al bello, al buono, alla meraviglia, alla semplicità di uno sguardo e non perdersi in piccole abitudini che rubano tempo e risorse.
Fermarsi a parlare con le persone guardandole negli occhi, ascoltare le loro storie e i loro vissuti, accettando le differenze di scelta, di opinioni, di vita come possibili e splendidi equilibri.
Osservare i nostri figli veramente provando a far finta di non conoscerli per scoprire qualcosa di inaspettato, magari una competenza che prima non c’era o un desiderio nascosto.

In ogni momento cerchiamo di educare i nostri figli nel modo migliore, leggiamo, studiamo, scegliamo per loro quello che riteniamo il meglio, ci facciamo sostenere e accompagnare da chi reputiamo capace e amorevole. Ogni famiglia arriva a scelte differenti e meravigliosamente piene di amore.
Allora vi racconto un episodio di vita da mamma perché per parlare col cuore credo sia meglio stare sui propri passi invece che  dare consigli.
Mia figlia è stata svezzata vegetariana con l’idea personale di darle la migliore possibilità di costruirsi un corpo sano e equilibrato. Allo stesso tempo ha sempre vissuto ” nel mondo” ma fino a quattro anni le occasioni di confronto e la capacità di complesse elaborazioni erano ovviamente ancora poche. Circa a quell’età appunto, ci siamo trovati come tante altre volte, a cena con la dada Sara, che in quell’occasione mangiò carne. L’espressione di stupore di Alice parlava da sola, per lei Sara tuttora è come una zia, le vuole bene e la stima molto.
Alla fine della cena mi chiese: “Mamma ma Sara mangia carne!! Perché ? Non si fa, non vuole stare bene?”.
Questa fu una splendida occasione per aprire il cuore e perdere quel facile equilibrio dato solo dalle nostre idee. Le dissi che anche Sara come me voleva stare bene e che aveva fatto una scelta diversa eppure perfetta. Le spiegai che si possono fare tante scelte, che non esiste una verità e che nel tempo forse anche lei avrebbe mangiato carne.
Per un po’ mi chiese di assaggiare alcuni salumi e altre cose e nel tempo, crescendo continua a fare le sue scelte, a porsi molte domande e cercare il suo equilibrio autonomamente.
Ringrazio sempre quel primo scambio che per mia fortuna è avvenuto con qualcuno che era così importante per noi, rendendo più facile accettare e integrare un’idea differente come ugualmente giusta.

Auguro a tutti noi, in particolare a noi genitori, di trovare sempre quell’amore che ci permette di non giudicare ma accogliere, di rimanere attenti e in ascolto perché tante sono le sfide di questi anni. Ci sono scelte etiche e ambientali, scelte mediche, scelte alimentari, scelte di stili educativi, in questo periodo la scelta vaccinale.
Chi può ritenere di avere la risposta perfetta e adatta ad ogni bambino e ad ogni famiglia?
L’amore, il buon senso, il confronto, il dialogo ci renderà adulti capaci di trasmettere una educazione rispettosa e libera in un mondo che ha bisogno di cambiare, di ritrovare equilibri più sani, di dialogare veramente, di gioire e ballare e ridere senza pensare di avere le risposte migliori.

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Ma soprattutto di non essere diviso dalla paura.

Buona estate e un grande abbraccio
Pamela

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