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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Buffe merende

Buffe merende

Tante dade, tutte diverse, ognuna con la sua energia e la sua personale visione:
tante voci di un coro che per essere intonato e armonioso si riunisce regolarmente per confrontarsi, risolvere problematiche, ma anche per dare vita a nuove proposte… quindi dopo un intenso lunedì sera fra comunicazioni, letture e giochi si propone: “da oggi merenda a buffet!?”

Chi fiduciosa e chi dubbiosa, ma si sa: “il cambiamento è vita!” e quindi via a questa novità!
dal martedì mattina fioccano commenti carichi di entusiasmo, e finita quasi la prima settimana di sperimentazione possiamo dire che le impressioni sono più che positive 🙂
I bimbi accolgono felici la novità, e con la loro freschezza trasportano via ogni dubbio e incertezza!

Le dade prima del​l’​arrivo​ dei bimbi​ scelgono cosa proporre sulla tavola apparecchiata e imbandita da piccoli ‘gourmet’: tanta frutta – un po’ intera, un po’ tagliata, un po’ con la buccia e un po’ senza – qualche biscotto, un po’ di salato, e il gioco è fatto! Non resta che aspettare le 9.00, quando il cartello sulla porta della cucina si gira e avvisa tutti che chi ha il pancino che brontola può andare a fare merenda.

Lo scenario è divertente: c’è chi corre letteralmente in cucina, chi si dirige con calma, chi ha fame ​ma non troppa​ e guarda l’amico con cui sta giocando per capire se vuole andar subito o aspettare ancora un po’. I posti sono limitati, si va 5 alla volta e loro lo hanno imparato da subito, così dopo o durante i vari giri di merende si vede un bimbo che si affaccia per vedere se c’è qualche posto per sedersi, o una bimba che per mano all’amichetta ti chiede con naturalezza sorprendente “quante sedie libere ci sono?”

Ovviamente si punta all’autonomia: sanno che possono andare quando ne sentono bisogno, che una volta preso bicchiere e piattino possono servirsi liberamente di quel che va loro, che essendoci un tempo limitato per il bene di tutti bisogna lasciar spazio anche agli altri, e che una volta finita la merenda si sparecchia e si lava ciò che si ha usato.

Ma in tutto questo le dade?! Ci sono!

Cercando di essere più o meno invisibili controllano che vada tutto bene e che non manchi niente per i turni successivi, ma non possono non soddisfare la curiosità di vedere i vari approcci:

chi si avvicina al buffet curioso di scoprire cosa troverà oggi, chi si siede e aspetta credendo di essere servito, chi smangiucchia senza troppo interesse, chi assaggia un po’ di tutto, chi chiacchiera con l’amico proprio come al ristorante, chi beve soltanto, chi si volta verso chi si è appena seduto e lo guarda come a dire “anche tu qui!” e chi inevitabilmente paciuga un po’…
Ed anche la fase finale tocca la comicità: chi diligente ricorda ogni passaggio e sparecchia-lava-rimette a disposizione del buffet, chi torna a giocare dimenticando tutto sul tavolo, chi lava solo il piatto, chi lancia il bicchiere nel lavandino, chi ​pur di non lavare mangia direttamente sul tavolo e non prende il bicchiere, chi sceglie di riordinare e lavare anche ciò che non è suo..

Dinamiche da piccoli grandi bimbi, che anche in questi piccoli momenti di vita quotidiana ci ricordano l’importanza di trasmettere loro alcuni semplici principi: fare attenzione non significa solo non fare male a un amico, ma anche non dimenticarsi il rubinetto aperto per non sprecare tanta acqua, non finire tutti i grissini per lasciarne anche agli altri, osservare che non tutti i cestini sono uguali (e di certo una buccia di banana non andrà in mezzo alla carta!)…
Così si chiude il venerdì: tante risate e buffe merende a buffet!

dada Titti B

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