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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Curiose esplorazioni urbane

Curiose esplorazioni urbane

Eccomi qua, in veste di fotografo e guida, per questa prima gita del 2018!
La nostra destinazione, quest’oggi, non sarà un parco protetto o un’area naturale, come solitamente propongo nelle mie camminate per grandi, piccoli e per famiglie con bambini, bensì il centro storico di Bologna!

Ci sono così tante curiosità da scoprire nella nostra città!

Proprio per questo, assieme alle dade Pamela, Roberta, Irene e a Paolina, ho organizzato questa passeggiata urbana alla scoperta di alcuni angoli caratteristici della città.

Siete pronti per partire anche voi in questo viaggio?

Dunque, ritrovo alle 8:30 alla materna e, dopo la consueta accoglienza e il buffet del primo mattino, ci prepariamo per la partenza!

I bambini “gitanti” sono pieni di energia  e la carica che emanano per questa giornata “speciale” compensa nettamente quella dei compagni e delle compagne assenti.

Ecco quindi che, ben coperti e vestiti per proteggerci dal freddo di una giornata nuvolosa e, secondo le previsioni, a rischio pioggia attorno all’ora di pranzo, per qualche malattia

Lasciamo la materna e ci dirigiamo, in fila con un trenino a coppie e passo lento e tranquillo, verso la fermata del bus n. 27 in Via Masssarenti.

Ogni tanto questo trenino rallenta perché qualche “bambino-vagone” si distrae a guardarsi attorno, colpito dai tanti stimoli circostanti… e come dargli torto?

Arriviamo alla fermata, aspettiamo il tempo necessario ed eccolo, in lontananza, eccolo, sta arrivando: l’autobus rosso e lungo lungo! Noi ci saliamo subito, la dada Irene timbra tutti i biglietti eil viaggio inizia!

Molti passeggeri ci guardano incuriositi; chi sorpreso, chi stupito, certo tutti piacevolmente colpiti nel vedere bambini così piccoli che, dopotutto, non fanno tanto rumore in un contesto pubblico e “delicato” come l’interno di un autobus.

Forse i panorami al di fuori del finestrino catturano lo loro attenzione? Chissà, vero è che si susseguono velocemente e, altrettanto velocemente, arriva la nostra fermata!

In pochi passi siamo in Piazza di Porta Ravegnana, al cospetto delle famose due torri:

Quanto sono alte? E chi le ha costruite, e perchè? Come si chiamano? Quante domande…

Racconto quindi un po’ di curiosità sulla loro storia e sulle loro peculiari caratteristiche, nonostante il traffico vicino sia decisamente fastidio, altro che uccellini che cantano e scrosci d’acqua! Oggi le mie orecchie ascoltano altri suoni, diversi, più umani e rumorosi…

Il trenino a coppie riparte, risalendo via Rizzoli sotto l’ampio portico e transitando vicino ad un artista di strada che realizza quadretti illustrati molto affascinanti che catturano l’attenzione del gruppo; arriviamo poi al Palazzo del Podestà e sostiamo sotto il voltone a pianta quadrata della famosissima Torre dell’Arengo.

Come da tradizione, scatta l’ora del gioco di “parlare-al-muro-che-risponde”. Ci proviamo tutti un po’ da soli un po’ insieme e che risate! Magia?! Incantesimo?

Non importa la risposta, quello che conta è il divertimento e la gioia di poter sentire una voce amica proveniente da lontano…e senza utilizzare un telefono cellulare!

Questo luogo e il suo mistero acustico mi hanno affascinato fin da piccolo e…mi affascinano tutt’ora!

Così come mi affascina la vista della fontana del Nettuno, anche se ora, al termine del lungo restauro da poco concluso, è “intralciata” da una cancellata in metallo, piuttosto fredda e…triste, quasi rappresentasse una prigione di acciaio in cui sia stato rinchiuso il re del mare con le sue sirene.

“Dade il Nettuno è nudo! Si bagnerà tutto”.

“Quando facciamo merenda?”, inizia a chiedere qualche bambino.

E quale scenario migliore che “merendare” in Piazza Maggiore, davanti alla Basilica di San Petronio, con tantissimi piccioni che ci svolazzano attorno? Detto, fatto, e…mangiato!

Con ritrovate forze ed energie eccoli correre e urlare dietro alle decine di volatili pennuti, dando libero sfogo al corpo, al movimento e alla voce.

Chissà se anche io da piccolo, alla loro età, avevo questa loro energia e carica giocosa…

E’ ora di scaldarci un po’ così la dada Pamela ci guida nella vicina Sala Borsa. Appena entrati nell’ampio salone di ingresso, siamo attratti da ciò che vediamo sotto i nostri piedi, attraverso alcune mattonelle trasparenti: antichi resti della Bologna dell’epoca romana! Ecco quindi che ci stendiamo a terra grandi e piccoli per catturare ed osservare più dettagli possibili!

Non è proprio uno spettacolo di tutti i giorni in Sal aBorsa e attiriamo un pochino l’attenzione ma le domande sono tantissime.

Chissà chi ha messo quel mattone lì, e chi ha lasciato quella monetina.

Dopo questo tuffo in una altra epoca, ci rilassiamo eplorando una delle salette di lettura per bambini. Qualche racconto lo leggono da soli, altre le dade e insieme scoprono  di avere  molti di questi libri a scuola o a casa.

Quindi, dopo un passaggio al bagno eccoci di nuovo  all’aperto per  cercare il luogo dove pranzare e la scelta cade sulle gustose pizze  di Altero!

Finalmente seduti sui tavolini all’esterno del locale, dopo averli asciugati dall’umido della giornata, notiamo che ha iniziato anche a piovere un po’…bene, tanto abbiamo ampi ombrelloni bianchi che ci riparano e ci proteggono; per fortuna non è eccessivamente freddo, quindi possiamo fermarci una mezz’oretta e gustarci le varie pizze che la dada Irene porta in graziosi vassoi!,

Terminato il pasto, c’è ancora lo spazio e, soprattutto, la voglia di un dolcetto! Le dade soddisfano questa richiesta portando tutti a gustareun cioccolatino molto  delizioso!

Bene, ora non ci resta che rimetterci in cammino per andare a cercare la famosa finestrella di Via Piella! Chi non la conosce?

Ci arriviamo risalendo Via Oberdan e poi Via Marsala, rimanendo sotto la protezione dei portici che mai come in queste giornate di pioggia sono funzionali e utili, oltre ad essere molto suggestivi per varietà di forme, colori, tipologia e dimensioni in ogni periodo dell’anno.

Orbene, da questa finestrella cosa si vedrà mai? Come mai è così famosa?

Ciò che si vede rappresenta un scorcio di Bologna che ricorda molto Venezia e i suoi canali.

Infatti si intravede un ramo del canale di Reno, in cui scorrono le acque che, prelevate dal Fiume Reno presso la chiusa a Casalecchio (di Reno, per l’appunto), venivano convogliate in città e utilizzate per vari scopi fino a pochi decenni fa.

Dopo quest’altro salto nel passato, è giunta l’ora di tornare alla materna e, dato che siamo vicini a Via Irnerio, raggiungiamo velocemente la fermata dell’autobus. I più piccoli sono un po’ stanchi ma per fortuna i più grandi (nonché le dade) garantiscono un valido sostegno.

Così, tra canti e passi, intorno alle 14, termina questa gita urbana, breve ed intensa, che (mi) ha regalato spazi di gioco, di scoperta e di esplorazione anche in un ambiente “particolare” come il centro storico di una città!

Ho potuto (ri)vedere Bologna e alcuni dei suoi più famosi angoli e scorci attraverso gli occhi dei bambini; le loro emozioni, in parte, sono state anche le mie.

Alla prossima emozionante avventura…ovunque sarà!

dado Marco

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