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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

E prima dei labororatori cosa succede?

E prima dei labororatori cosa succede?

Chi conosce la vita dell’Atelier sa che la nostra routine settimanale è scandita dalle varie attività che si susseguono a epoche: danza, arte, teatro, psicomotricità, inglese e infine la piscina tutto l’anno.

Spesso raccontiamo cosa si vive durante i laboratori o durante le nostre passeggiate, i momenti in giardino di esperienza condivisa grandi e piccoli insieme, ma di quello che accade dall’ ingresso dei bimbi all’inizio delle attività non ne abbiamo ancora parlato bene.

L’Atelier diventa grande insieme ai suoi bimbi, e come l’acqua cambia sempre forma pur rimanendo fedele a se stessa. Ecco allora che anche noi per adattarsi meglio a chi vive l’esperienza della Materna e del Nido ogni anno ma anche ogni mese, mutiamo e in questo cambiamento anche i momenti della mattina hanno subito vari adattamenti fino ad arrivare ad ora.

Ecco allora Nido e  Materna, con le sue porte aperte e le diverse proposte che offre ad ogni bimbo così che possa imparare ad ascoltarsi e pian piano a scegliere in quale modo iniziare la sua giornata.

Per i bimbi “grandi” la collina è sempre pronta ad accogliere il gioco libero, posto in cui ritrovarsi con gli amici per giocare con la cucina, con le bambole, i travestimenti, gli animali o fare un rotolone sul divano.

Poco fuori nel disimpegno tra le stanze, si trova una nicchia morbida e protetta per chi vuole iniziare la mattinata con un pochino più di calma, potendosi sdraiare e sfogliarsi uno dei libri che offre la nostra libreria. Qui nei diversi mesi è stato proposto uno spazio per i lego, per disegnare e infine per la lettura, filo conduttore era osservare l’esigenza dei bimbi di uno spazio raccolto e intimo.

La cucina viene apparecchiata presto  dalla dada insieme a qualche bimbo interessato. Un tempo di cura per mettere ciò che serve con bellezza, la tovaglia, i piatti per gli amici, un’occasione per contare quanti ne servono e come funziona lo spremi agrumi, per vedere la dispensa cosa offre.

Un cartello preparato tempo fa insieme annuncia “buffet aperto”: cinque posti a sedere perchè sia una pausa piacevole a piccolo gruppo, dove qualcuno ama sostare un po’ di più in chiacchiere mentre alti finiscono, lavano le proprie cose e scappano di nuovo a giocare.  Abbiamo scelto la modalità  di buffet tra frutta e qualcosa di secco, acqua, succo di frutta, spremute di arancia che preparano da soli e qualche volta un fresco frullato di frutta e latte di riso.

E’ ciò che richiama ad una condivisione gioiosa e l’invito delle dade ogni tanto a  fare merenda quando si ha fame ricorda di fermarsi e sentire il proprio corpo, di poter invitare l’amico e interrompere il gioco quando ci si accorda senza che noi adulti entriamo in maniera direttiva.

Imparare a preparare pensando a tutti gli amici, ricordarsi di sparecchiare e sistemare il posto prima di uscire, chiamare la dada se si ha bisogno o se manca qualcosa, è una grande autonomia che viene pian piano, che accompagnamo osservando e intervenendo all’occorrenza e che salda i legami tra i bimbi di età diverse che collaborano.

Il corridoio rimane l’attrazione preferita per gli energici che dalla mattina hanno voglia di farsi una corsa matta o di esprimersi sulla lavagna usando i gessetti.

L’officina offre lo spazio per le costruzioni con materiale destrutturato con cui creare, edificare, inventare, disfare e ricominciare. Ogni volta sempre diverso grazie alla moltitudine dei materiali presenti nel mobile e soprattutto grazie alla fantasia dell’inventore. Offre lo spazio per  sperimentare il colore, le sue forme e sfumature e i materiali.  A disposizione  i mattoncini a cera, qualche matita o  gli acquerelli.

Il piccolo ma prezioso angolo verde dell’officina ci permette di osservare come crescono i semi e i bulbi, l’importanza della nostra cura quotidiano portando l’acqua avanzata dal pranzo imparando a non sprecare.

Infine anche il bagno è luogo di movimento e di scelta,  dove possono andare senza dover chiedere il permesso all’adulto magari per riporre qualche preziosa creazione nel proprio buchino.

I bimbi hanno imparato presto a muoversi per gli spazi scegliendo cosa fa più per loro in quel momento, quali amici seguire o chi incontrare.

Dare libertà di scegliere in questo senso, offre la possibiltà di iniziare ad ascoltarsi, per sentire cosa mi va o non mi va di fare, quando ho bisogno di fare una piccola merenda, scegliendo nel buffet le cose che sono proposte, fermarmi a tavola per due chiacchere con chi si trova lì.

Offre la possibilità di fare un passo indietro a noi adulti, che ci fermiamo a guardare dove ognuno di loro sente di andare, senza dover veicolare sempre la loro energia a nostra discrezione. Abbiamo così l’opportunità di rispettare i loro tempi, gli spazi e le bolle di gioco e di esperienze che si creano in autonomia.

Ancora di più sanno che possono cavarsela da soli in molte dinamiche,  parlando e negoziando, sicuri che noi siamo sempre abbastanza vicini da sostenerli ma abbastanza distanti da non invadere la loro esperienza.

E il nido? I bimbi più piccoli come possono operare una tale scelta?

Questa è la domanda da cui siamo partiti e che abbiamo tenuto a mente sperimentando e aggiustando di volta in volta il setting. Anche per loro porte aperte ma su due grandi stanze vicine così da facilitare i passaggi e avere sempre una visuale chiara su tutto il gruppo.

I bimbi vengono accolti dalle dade in una sezione dove trovano già diverse proposte di materiali liberi e per costruire, a volte la cucina oppure un angolo travestimenti e una piccola manipolazione a tavolino come pasta da modellare, travasi o altro.

Dalle 8, 30 circa si apre la porta e la palestrina diventa uno spazio in larga parte motorio con pedane, tappeti o angoli per saltare e un piccolo spazio più raccolto con materiali morbidi o libri.

Qualche volta la musica accompagna questo spazio, più spesso sono i bimbi a urlare, cantare e tenere ben alta la loro energia. Abbiamo osservato come si spostino inizialmente tutti da una parte all’altra per poi trovare lo spazio dove fermarsi un po’ con gli amici cari, per poi cambiare ancora.

Per i piccoli il buffet è in sezione e con l’aiuto di una dada a rotazione viene offerta la frutta e il resto cercando di portare anche i più piccoli a scegliere insieme.

Verso le 10,00 arriva il momento del riordino per tutti. Ci dividiamo per sistemare i vari spazi  per poi ritrovarci a volte in un grande cerchio, altre volte in due più piccoli per dedicarci un ascolto attento, e iniziamo la nostra giornata tra un canto e qualche racconto, salutandoci e accorgendosi di chi manca  e sempre spiegando loro come si svolgerà il resto della giornata.

 

 

 

Nei prossimi giorni staremo principalmente in giardino e tutto questo cambierà ancora tra piccoli e grandi insieme, spazi liberi e condivisi e un ricco buffet unico!

Come l’acqua continuiamo a fluire cercando  ogni volta di rimanere fedeli alla propria essenza.

Dada Titti e Dada Pamela

 

 

 

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