La gita delle dade: un giorno in fattoria!

By |2018-09-25T20:03:48+00:00giugno 4th, 2018|DIARIO DI BORDO, FORMAZIONE, PEDAGOGIA|0 Comments

-Sapete bimbi che tra qualche giorno anche le dade vanno in gita?

-con noi?

-No. questa volta andiamo da sole per imparare noi cose nuove. Poi vi racconteremo…

 

E così una domenica mattina sveglia alle 4,30 e partenza per Oleggio in provincia di Novara. Pausa caffè d’obbligo sia per restare sveglie ma soprattutto per condividere l’emozione di questa uscita “fuori porta” insieme.

Mesi fa conobbi Luca Scannavacca, mediatore emozionale, docente in un corso per chi come me aveva bisogno di un consiglio ed un confronto sul proprio cane. E’ stata da subito una esperienza di scambio e arricchimento meravigliosa e unica e con la dada Roberta abbiamo deciso di andarlo a trovare durante le vacanze di Natale.

Abita in una casa di campagna circondato dal verde e dagli animali.

Un posto semplice come suggerisce il suo nome, la Fattoria dei Semplici è stata subito una scoperta! Disponibilità e competenza, accoglienza e bellezza sono state le compagne di questo primo incontro insieme a due splendidi cani.

Eccoci allora di nuovo qui, con le dade, per viverci una giornata piena di stupore, di emozioni semplici e profonde, di incontro con l’altro e con noi stesse, di lavoro di squadra e di silenzio.

Condotte tra una proposta e l’altra dalle bravissime Silvia e Giulia, che con pazienza e attenzione hanno saputo cogliere ogni esigenza e resistenza senza mai forzare ma nemmeno tirarsi indietro, abbiamo trascorso una giornata diversa con una qualità molto meditativa fatta di vera presenza.

L’incontro con le irriverenti caprette ci ha mostrato come il nostro atteggiamento e la nostra confusione creano altrettanto al di fuori, mentre appena ci fermiamo e centriamo sul respiro tutto si acquieta.

Ciò non toglie che qualcuno assaggi i pantaloni o ci dia una piccola testata … ma si tratta di curiosità e gioco. Non molto distante da quello che fanno i bimbi quando sentono un certo tipo di distrazione e ci riportano al momento presente.

I conigli e il pulcino ci hanno permesso di contattare quella parte empatica, tenera e protettiva, resa ancora più sensibile dall’incontro a occhi bendati, lasciando fluire le emozioni e ascoltando la pelle e il cuore. Come non pensare all’inserimento dei bimbi piccoli al nido che necessita di quella estrema cura e di piccole conquiste verso la conoscenza reciproca.

Il cavallo, cieco ma estremamente autonomo e competente, ci ha dato modo di vedere come il pregiudizio confonda e modifichi le possibilità dell’incontrarsi realmente. La sua regalità e la sua estrema disponibilità ci hanno commosso facendoci sentire accolte e osservate fin dentro l’anima.

Che dire poi del ciuchino? La sua simpatia e la grande intelligenza ci hanno messo alla prova in un altro modo. Era lui a determinare il momento e il tempo dell’incontro, scegliendo con cura chi e quando. Dopo  spettacolari rotoloni sul prato, dopo averci osservato discretamente mangiando l’erbetta, il suo sguardo fermo avvisava che stava venendo da te. Sostenerlo è stata una esperienza profonda, così come poterlo finalmente accarezzare accettando di non essere noi ad avere in mano il gioco.

Ci hanno ricordato quei bimbi fieri e estremamente competenti, che sanno chiedere ma sanno perfettamente quando fare da soli e che hanno bisogno di essere visti e accompagnati con rispetto ed estrema fiducia nel loro fare.

Eccoci infine al momento che più ha mosso risate e paure nonché sostegno reciproco: le oche!

Fiere, irriverenti, brontolone e le più chiassose della fattoria, ma sotto sotto forse le più timorose. Abbiamo scoperto con stupore che non è tanto il becco ad essere pericoloso quando ti minacciamo abbassando il collo e soffiando, quanto le grandi ali con cui colpiscono per scacciare l’intruso.

Sono molto territoriali e stanno sempre insieme. Il primo passo è stato andare loro incontro, due alla volta per sostenerci e superare paure e pregiudizi: osservarle, accettare la distanza limite da loro posta, apprezzare la loro estrema bellezza e superbia.

Infine scegliere di raccogliere la sfida di guidarle con ironia e una certa dose di fermezza giocando con loro a chi è più convinto e chiacchierone; questa è stato senz’altro il mio momento di divertimento assoluto! Non è un segreto che amo le sfide e non mi spaventa la rabbia di alcuni bimbi che hanno bisogno di poterla esprimere ma di un contenitore sicuro dove farlo.

Stanche, emozionate, diverse e un po’ scombussolate, ci prepariamo a rientrare.

– bimbi le dade sono andate in gita in fattoria. Venite, facciamo un trenino di …pulcini. Siamo piccoli, stiamo vicini per tenerci al caldo e al sicuro e pigoliamo un po’. Ma ecco che torniamo sul treno di… asinelli! Intelligenti e autonomi andiamo in giro a rotolare e brucare e quando ci va andiamo a prenderci un po’ di coccole o a ragliare. Attenzione sul treno ora ci sono le oche. Camminano fiere e soffiano arrabbiate, sfogatevi forte, aprite le ali, incontratevi e brontolate un po’. E’ ora di rientrare ochine belle, tutte qui che si va a pranzo.

E anche questa esperienza continuerà a far parte dei nostri giochi ma soprattutto dei nostri sguardi dandoci modo di vedere l’altro un po’ di più e di conoscere noi stessi un po’ meglio.

Grazie mille, è valsa la pena alzarsi all’alba e rientrare sfinite per tutto questo.

Pamela

 

 

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