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La prima cosa per educare un bambino è educare se stessi

Il giardino: storie di Cura, di Semi e di Rinascita.

Il giardino: storie di Cura, di Semi e di Rinascita.

Oggi il nostro maestro sarà il giardino, sempre generoso con noi.

Scendiamo quindi dopo merenda, maglioni, giacche, stivali, sciarpe e berretti perché fuori fa davvero freddo e via, di corsa in giardino dove troviamo i giardinieri intenti a lavorare.

Paolo e il suo amico sono venuti a sistemarlo, ad aiutarlo a mostrarsi nella sua varietà e bellezza quando arriverà, tra poco, la primavera: potare, sostenere, nutrire.

 

Si danno un gran da fare i giardinieri, il lavoro è tanto e noi li aiutiamo raccogliendo le foglie dei salici, grigie e marroni in questo momento dell’anno, secche; hanno forme allungate, si prestano molto bene a lanci e giochi.

E’ così, tra una raccolta di foglie ed una arrampicata sugli alberi, che Paolo ci racconta delle storie, storie che affascinano molto e che ci viene voglia di portare nella nostra quotidianità: per esempio la storia di una ghianda, che non va sotterrata in un luogo qualunque ma in un buchino sotto ad altre piante, un luogo riparato, dove possa rimanere e stare, per lunghi quattro anni. Quattro anni, il tempo minimo necessario per mettere radici. E solo dopo, inizierà a spuntare qualcosa dal terreno.

Sempre molto bella e dolce la storia di un seme, che ha bisogno di cura, protezione, forza e coraggio, ma che contiene già in sé la sua pianta.

E per rimanere sul tema del seme, altre storie: “… vedete questi semini qui, protetti da queste piccole foglie? Sembrano ali vero? Sono gli aceri campestri e nelle loro foglioline hanno il loro semino: bisogna strofinarle insieme per liberare il seme. Poi metteremo i semini nella sabbia, dentro ad un sacchetto e li lasceremo un mesetto in frigo e un mese al caldino del termosifone, per poi piantarli.”

Nel frigo? Nel termosifone? Che buffo! Non ce lo facciamo ripetere due volte, iniziamo questa raccolta, facciamo scorte di ali dentro ai secchielli da portare su e strofinare con gli amici.

I lavori da fare per il giardino sono davvero tanti, anche il salice va potato, giardinieri e bambini sono inarrestabili, su e giù, teniamo fermo il rametto da potare, prendiamo i rami caduti…non abbiamo molto tempo per sentire il freddo.

E anche dai rami ci viene offerta una magia: potando le talee e i salici scopriamo che se dividiamo i rami in rametti piccoli, contenenti tre gemme, tre buchini in chi si vede nasceranno nuovi rami, poi li possiamo mettere nella terra……e aspettare…….cosa succederà?

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Ed ecco che dopo tanto lavorare si insinua la fame, la stanchezza, e anche un po’ il freddo, ma la voglia di giardino è tanta, viene voglia di non lasciarlo. E quindi perché non portare un po’ di giardino dentro, al caldo:?

Rami di salice in spalla, inventiva, ecco, adesso la nostra Collina sembra ancora di più una collina, con rami che spuntano da dietro il divano, portando bellezza e spunti per nuove successive storie…

Basta poco no?

 

Dada Francesca

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