Quante riflessioni può portare una gita!

By |2018-11-12T14:38:32+00:00ottobre 25th, 2018|DIARIO DI BORDO, GITE, PEDAGOGIA|0 Comments
Che bello si va in gita!! Pronti via!
Così a volte ci immaginiamo una piccola gita in un parco, come una uscita la domenica pomeriggio con mamma e papà…
ma quando si tratta di bimbi piccoli e di educatrici tutto coinvolge un contesto più grande fatto di incontro e fiducia, di dubbi e confronti,  di idee che si assomigliano o a volte  per niente, di abitudini famigliari e di vita di comunità.
Quante riflessioni ha mosso la prima gita al Parco dell’Arboreto con la scuola materna!
Una bella mattinata di sole correndo sui prati ancora un po’ umidi e cercando la frutta nei bellissimi antichi alberi del Parco, accompagnati nelle numerose scoperte dal nostro amico e guida ambientale Marco che ci ha immortalato in tantissime foto splendide.
Abbiamo contattato qualche piccola paura… quelle dei bimbi di entrare sotto alberi enormi o tra cespugli appena un po’ più ombrosi… di perdersi nel verde del parco e ascoltare suoni soffusi della città, quella di non sapere bene come sarà questa giornata diversa dove le certezze del quotidiano non ci guidano più anche se siamo sempre noi, grandi e piccoli.
E poi quelle di noi adulti che siamo tutti diversi e abbiamo percezioni dettate dalle nostre esperienze, dal nostro sentire, e molto spesso da abitudini che non siamo più tanto portati a vedere.
Ecco allora qualche giorno dopo, un bello scambio con i genitori ha portato ad un collettivo tra educatori e pedagogista, ad un confronto profondo sui nostri valori e il nostro percorso e alle parole che seguono.
Non esiste cattivo tempo ma cattivo abbigliamento diciamo spesso, tanto per stare fuori in giardino quindi ancora di più per fare una piccola escursione.

Care famiglie quando si va fuori in un parco l’abbigliamento deve essere adeguato: pantaloni che reggano un po’ di umidità (quindi non i jeans che peraltro sono molto scomodi e si raffreddano subito ma qualcosa di sintetico facilmente reperibile ormai ) e scarpe adatte al mese di ottobre quindi per camminare con tempo variabile.

Nel nostro sito, nel nostro logo, nelle nostre divise abbiamo la frase “in viaggio insieme” e davvero crediamo che questo crescere per alcuni anni con voi  tra grandi e piccoli sia una grande opportunità per imparare tante piccole cose e per accompagnarci anche in questi apprendimenti.

Noi staremo più chiari e attenti a scrivervi come vestirvi ecc ma vi chiediamo di farci domande, di porvi dubbi in modo da non perdere nessuna opportunità di dialogo.

Ecco però che credo sia bellissimo e fondamentale come si affrontano gli imprevisti!
Le gite servono proprio a fare questa esperienza.
Certo ci piacerebbe avere sempre tutto sotto controllo e far vivere ai nostri bimbi solo situazioni positive e perfette, ma educare e crescere vuol dire dare loro gli strumenti e soprattutto l’esempio per superare piccole frustrazioni e difficoltà quotidiane così da sentirsi forti e saldi in se stessi.
Poichè era solo una piccola zona bagnata (aimè imprevista)  in cui ci siamo avventurati per cercare di sperimentare la paura del semi buio o del posto più selvatico,  è stato divertente e importante subito dopo fermarci al sole e all’asciutto a stendere il bucato, ovvero scarpe e calzini.
In questa piccola area verde con un paio di giochi le dade hanno verificato come fosse tutto  curato e pulito e quindi una piacevole esperienza poter stare a piedi nudi.
Alla richiesta di non farlo più,  chiedo di fermarvi un momento a riflettere sulla meraviglia dello stare sul prato scalzi.
L’esperienza motoria, di equilibrio, di riflessologia, di presa di coscienza che i bimbi ne hanno è incredibile. Questo è il motivo per cui anche nel nostro giardino non diciamo mai no (se non è freddo ovviamente) al piede scalzo, che da la sicurezza di poter sentire veramente il terreno.
Nel nostro crediamo che c’è una frase sui no che anche voi avete letto e firmato nel patto educativo. Prima di dire un no fermarsi a riflettere e chiedersi realmente la necessità di quel no.
Non vediamo motivo per non fare questa splendida esperienza dopo aver verificato che non esistevano pericoli per cui non possiamo acconsentire a questa richiesta. Un maestro cerca di insegnare con l’esempio e mi vedete spesso scalza per i giardini e se non posso certo dire ai bimbi o dare una regola alle educatrici se non ne comprendo il divieto.
Credo sia davvero importante che ci sia questa continua riflessione sui no che diamo ai bimbi, noi e voi, e sulla coerenza. I bimbi capiscono molto bene che esistono momenti e luoghi adatti e chiedono a noi adulti il permesso e le spiegazioni.

Siamo partiti senza lo zainetto del cambio questa volta poichè  era davvero una gita molto molto semplice in un parco abbastanza piccolo ad anello e ci sembrava  inutile caricare i bimbi con zaini che avrebbero tolto in continuazione perchè erano previste mille piccole tappe tra frutta e letture ecc.  ci siamo portate l’acqua, l’arnica, l’antizanzare e alcuni cambi di emergenza e tutto il necessario.

Anche qui due piccole improvvisazioni che hanno reso la gita degna di questo nome, ovvero di fare una esperienza differente dal quotidiano e mettere in campo altre risposte ed energie, altrimenti forse  non vale la pena di uscire dalla routine.
La merenda è arrivata in ritardo, avevamo l’acqua per tutti ma non la frutta. Sapendo di essere in una raro antico frutteto con varietà di mele e pere piccole, era una esperienza perfetta. I bimbi hanno raccolto e mangiato molta più frutta del solito.
Poichè l’anti zanzare serviva a poco, abbiamo insegnato loro a usare una pianta (Piantago o piantaggine) diffusissima che funziona da anti pizzico per le zanzare così come per le ortiche.
Nel nostro giardino le esperienze simili sono poche mentre i bimbi hanno bisogno anche  di questo per crescere.
Era molto bello vederli cercare tale pianta e aiutarsi o farne scorte. Si sentivano sicuri e autonomi.

La scelta di questa prima gita all’Arboreto è stata fatta insieme a Marco, il fotografo che ci ha accompagnato ma che è soprattutto una guida ambientale e accompagna qui scuole e famiglie; e al nostro dado giardiniere e molto altro, Paolo Tasini che conosce davvero  bene questo parco e ci ha fatto tanti racconti sulla risorsa di biodiversità cittadina che rappresenta.

 

Certo anche l’arrampicata sugli alberi muove ogni anno alcune perplessità sull’altezza e la gestione da parte di bambini e adulti.

Un passo importante che riprendiamo spesso è prima spiegare e poi verificare che i bambini conoscano le regole fondamentali per arrampicarsi in tutta sicurezza. Nei cerchi di parola al mattino sono uscite spesso in questi giorni le frasi “non si arrampica con le mani impegnate o insieme troppo vicini”, ma anche “non si sale troppo in alto”. Giusto…ma chi stabilisce man mano che cresciamo quel troppo? E allora insieme abbiamo capito che se l’albero si muove, se il ramo è sottile o fa rumore, se non è stabile, se ci sono solo rami piccoli, soprattutto se ho pochi appoggi sicuri o non so scendere da solo, eco tutto questo è troppo in alto per me oggi!

 

La scelta di dare ai vostri figli un tipo di scuola che ama il verde come aula principale di apprendimento, l’autonomia e la libertà come canali di crescita, mette in conto esperienza di piccoli rischi, la fatica delle gite come vere boccate di apprendimenti naturali e di confronto con il mondo fuori e il carico di attrezzarsi di conseguenza.

E’ nostro compito e cura ridurre il più possibile disagi e pericoli dando ai bimbi strumenti sempre attenti per valutare le situazioni, stare loro vicino e sostenerli, riprendere in mano le situazioni quando è necessario e cercare un continuo confronto perchè nulla è fermo e immodificabile.

Allo stesso tempo dare a voi informazioni e indicazioni adeguate per sostenerci e camminare insieme.

Perchè continui ad essere un emozionante viaggio insieme.  Dada Pamela

Leave A Comment