Il Viaggio di un seme

By |2019-04-07T23:02:22+00:00aprile 12th, 2019|DIARIO DI BORDO, LABORATORI, MATERIALI NATURALI|0 Comments

Un seme è qualcosa di straordinario, un dono della natura, che ha bisogno di cura e attenzioni per diventare un germoglio, poi una pianta, un frutto e nuovamente un seme.

Quindi un seme è l’inizio di ogni vita, si evolve da solo in natura e ritorna dopo un lungo viaggio all’interno di frutta carnosa o secca. Altre volte un seme può cadere da un albero e lo si trova per terra, lungo il sentiero di una gita o all’interno di alcuni cibi che mangiamo.

Ci sono tanti luoghi a noi vicini dove trovare dei semi (oltre alla bustina del supermercato). Le prime curiosità sui semi sono nate dopo la gita a villa Ghigi, dove i bambini hanno trovato semi di ghianda che stavano germogliando nella terra. Li abbiamo raccolti, piantati, ma non hanno continuato la loro germinazione.

“Perché?” La domanda che si sono posti molti bambini.

“Mancava luce, acqua, sole, terra, ossigeno…”

Per scoprirlo abbiamo piantato altri semi provenienti dalla frutta e dal cibo ( mais, orzo..) nella terra, nel cotone e nell’acqua. Che deliziosa scoperta quando molti semini sono germogliati! Ma non tutti: troppa acqua non va bene e la terra è l’habitat migliore.

Ma cosa succede successivamente al seme che intraprende il suo viaggio diventando una piccola piantina, molto fragile, che ha bisogno di cura (acqua e luce) e parole gentili?

Abbiamo realizzato un semenzaio lungo le pareti della scala per riparare i semini dal freddo, per far crescere le piantine fino a quando diventeranno forti e resistenti per essere trapiantate nell’orto. Ci siamo sbizzarriti nella scelta dei vari semi di misticanza, basilico, pomodori e prezzemolo, ogni seme aveva la sua forma (rotonda, allungata, turbinata) che piaceva o non piaceva ai bambini.

Poi con le mani nella terra abbiamo scoperto qualche lombrico, qualche bastoncino, una relazione con un compagno, l’aiuto di un amico più grande per versare l’acqua a goccini (e non allagare i semini neonati).

E da li è nato il nostro SEMENZAIO, che nel giro di qualche settimana ha già iniziato il suo viaggio verso la vita, con la cura di bambini e genitori che durante il giorno si sono premurati di bagnarlo con gli spruzzini.

Molti piccoli si chiedevano “come sarà l’orto?” Allora abbiamo provato a pensare come potrebbe diventare, cosa ci piacerebbe raccogliere, i nostri frutti preferiti. Con la plastilina i bambini hanno creato il loro orto immaginato, sentendosi protagonisti della vita di un seme che compie il suo viaggio.

Dove ci porterà ancora, nei prossimi mesi?

Dada Tati

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