Sparecchiando si impara

By |2019-04-22T15:47:38+00:00maggio 3rd, 2019|DIARIO DI BORDO, NUTRIZIONE|0 Comments
Ogni anno le dade mutano ed evolvono, inserendo talvolta nuove abitudini per crescere e aiutare a crescere insieme, piccoli  e grandi.
E’ così che tanti gesti in cui noi crediamo tantissimo, che a un primo sguardo possono apparire piccoli e ripetitivi, servono ad aumentare la loro autostima, le competenze manuali, il sapersi muovere e “sentirsi” nello spazio oltre che le competenze cognitive, imparando a superare gli ostacoli o aiutando con pazienza e rispetto gli amici in difficoltà.
Ecco che togliersi un calzino, infilarsi una ciabattina in piscina, asciugarsi le mani nel proprio asciugamano, riconoscere la propria sacchetta del pigiama, aprire la zip della giacchina, mettere in ordine dopo aver giocato, possono essere letti con lo stesso entusiasmo con cui raccontiamo ogni giorno i piccoli traguardi quotidiani!
E se ogni momento della giornata è buono per stimolare l’autonomia dei bimbi, quale più ‘ghiotta’ occasione se non farlo anche nel momento della pappa?
Ormai da un anno sperimentiamo le merende “a buffet” in cui i bimbi in totale autonomia si siedono a tavola o aspettano che si liberi un posto, decidono se bere acqua succo o latte di riso, scelgono se fare uno spuntino a base di frutta o secco (biscotti, grissini ecc.) rispettando il proprio senso di fame e sazietà, per poi alzarsi e con orgoglio portare il proprio bicchierino nel carrello.
E quando diciamo ORGOGLIO intendiamo proprio quell’evidente fierezza di sentirsi grandi nell’aver fatto una cosa proprio per bene 🙂
Decidiamo così di approfittare di questa voglia di fare e collaborare, insegnando loro ad apparecchiare e sparecchiare, proprio come fanno gli amici più grandi alla materna: un giro per negozi a comprare contenitori di forme colori e dimensioni differenti per aiutare i bimbi a riporre senza confondersi (e neppure le dade!!), un po’ di bottigliette da mezzo litro e il gioco è fatto!
Visto che per questa nuova esperienza c’è bisogno di calma e tranquillità, oltre che di una certa competenza motoria, decidiamo di dedicare la novità ai bimbi dell’ultimo anno del nido: più capaci di ‘gestire’ fame e sonno in attesa del secondo turno del pranzo.
E’ stato spiegato loro con cura prima di entrare in refettorio – ed ogni volta ricordato – che avrebbero apparecchiato e sparecchiato da soli, ricordando la necessità di ascoltare le dade e di muoversi senza fretta.
Fin da subito è stato buffissimo vedere il loro stupore nell’osservare in silenzio cosa era cambiato nella stanza: un tavolino nell’angolo con sopra tanti bicchierini, alcune bacinelle e delle buffe bottiglie dal tappo giallo!
I bimbi ci guardano con gli occhi sgranati, come a chiedere “ora cosa dobbiamo fare?”.
Volta dopo volta imparano a non sedersi subito a tavola ma a passare prima dal tavolino piccolo o nella panca oramai che mangiamo sempre fuori, per prendere bicchiere e forchetta e solo dopo trovare il proprio posto a sedere.
Nessuno corre: sono tutti davvero attenti e impegnati a fare bene questa cosa da grandi!
Mentre aspettano l’arrivo del carrello della pappa si passano di mano in mano le bottigliette dell’acqua per versarsi da bere: il tappo e il collo della bottiglia sono abbastanza grandi da essere afferrati saldamente con una mano, ma chi – specialmente nelle prime settimane – necessitava di due mani ha sempre trovato vicino amici pronti ad essere d’aiuto tenendo ferme bottiglie o svitando tappi.
D’altra parte è così divertente avvitare e svitare il tappo della bottiglia!
“Ma si versano anche da bere da soli?” Ovviamente si, ed anche piuttosto compiaciuti di riuscirci! “E non rovesciano l’acqua?” Assolutamente si, e specialmente le prime volte in grandi quantità! Fortuntamente sul tavolino c’è anche un bel rotolone di scottex: se si bagna si asciuga. Il giardino anche qui ci viene in aiuto e qualche annaffiata per prenderci la mano da molto meno fastidio fuori.
Mangiare la pappa è la parte consolidata del tutto, quello che sanno ormai già fare bene dall’anno scorso, se non fosse per il formaggio: ora la “formaggiera” e il suo cucchiaino sono in tavola, e con la stessa abilità con cui si aprono le bottiglie (e generosità!) possono versarsi da soli il parmigiano se lo vogliono. Stiamo sostenendo le piccole importnati scelte anche qui, perchè pian piano non sia solo l’imitazione dell’amico ma decidere da soli di cosa si ha voglia.
Ancora una volta sono sorprendenti: sollevano il contenuto di un cucchiaio senza esagerare e lentamente imitano quel gesto che contemporaneamente lento e veloce che lascia cadere a pioggia il formaggio sulla pappa.
Qualcuno ne prende un secondo cucchiaio, ma in genere accade perchè il primo più che una pioggia… è sembrato un acquazzone!
“E quando hanno finito?” beh che discorsi, sparecchiano!
Sempre con calma e senza fretta, le prime volte invitati uno ad uno per nome dalle dade, si alzano da tavola e portano il bicchiere nella bacinella grigia ed il piatto davanti al bidoncino per poi, con tecniche più o meno efficaci, impegnarsi con dedizione a eliminare tutto ciò è rimasto, aiutandosi con cucchiaio o forchetta.
Ognuno ha il suo stile: chi di taglio e chi di punta, chi lentamente e chi più frettolosamente, ma tutti prima di appoggiare il piatto nella bacinella bianca controllano minuziosamente che non sia rimasto niente.
..Così termina per noi il pranzo, con un trenino di mani sulle spalle che ci porta in bagno a lavarci le mani e la bocca, magari un po’ in ritardo a mettere il pigiamino ma che rende questi bimbi ogni giorno più competenti, pronti ad affrontare abilmente piccoli compiti quotidiani e… a lasciare noi dade felicemente senza parole!
Dada Titti

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