Il gioco di Venezia

By |2019-06-25T15:03:40+00:00giugno 25th, 2019|DIARIO DI BORDO, GITE, LABORATORI|0 Comments

Venezia, dolce Venezia, cosa ci rimane nel cuore e nella mente, di una gita così bella e avventurosa:

“Il ponte dei sospiri” 

“Un buon gelato” 

“Un parco vicino all’acqua” 

“Il sole” 

“Il rumore del treno” 

“L’acqua” Alessandro

“La chiesa dello zio” 

Quanti bei ricordi che ci portiamo a scuola, ricordi da raccontare ai papà e alle mamme, alle dade del nido e agli amici che non c’erano.

Ogni bambino ha il suo ricordo speciale, il suo momento “ Wow” da custodire nel tempo. Venezia è una gita lontana, con tanti misteri e archetipi legati all’acqua e al silenzio.

È uno dei primi viaggi con gli amici senza i genitori, in una città che si raggiunge con il treno e all’uscita della stazione lascia senza fiato per la sua bellezza.

Il giorno dopo la gita ci siamo riuniti in cerchio per raccontarci questi ricordi, e da qui è nata l’idea di creare un gioco di Venezia, che ci permettesse di tornare ogni tanto sulla laguna, di fermarci qualche giro per mangiare un gelato e di raggiungere dei posti disegnati dagli amici, come ricordi speciali.

Un gioco di pre-programmazione e strategie con i ricordi di Venezia, partendo da un reticolato con tante caselle, nelle quali i bambini hanno disegnato il ricordo preferito di Venezia, le cose che facevano paura, i momenti golosi, i giochi che sono rimasti nel cuore.

Ma per giocare ci mancava un dado, ma questo non è stato un problema, perché molti bimbi, desiderosi di provare il nuovo gioco, si sono ricordati di cercarne uno a casa e come per magia, il giorno dopo, avevamo 5 dadi! Quindi non rimaneva che cercare delle pedine tra i giochi (tappi, bottoni, fiorellini…) e iniziare a programmare il percorso per raggiungere la chiesa, il parco…saltando però gli ostacoli previsti (acqua alta, gelato…).

Ovviamente come dei veri robot educativi, bisognava tirare il dado, contare quanti passi avanti, indietro, a destra, sinistra, verticale e orizzontale si potevano fare, sviluppare una logica che avvicinasse il più possibile all’obiettivo, visualizzando il percorso nella mente, avvicinandosi al linguaggio di programmazione. E come ogni gioco di società, Il gioco di Venezia, ha riunito intorno al tabellone tanti bimbi grandi e piccoli, suscitando molta curiosità, inni di gioia nel raggiungere l’obiettivo e scambio di consigli tra pari.

Dopo una partita molti bimbi di 3 anni hanno acquisito informazioni e abilità per poter giocare da soli. Che autonomia!

Dada Tati

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