Silenzio e Vulnerabilità

By |2019-07-20T10:47:08+00:00luglio 20th, 2019|PEDAGOGIA|0 Comments

E’ una cosa che può apparire un po’ buffa, ma noi dade dell’Atelier da anni giochiamo con questa storia del tema dell’anno!

Ci troviamo a fine agosto, cariche dalle vacanze, con ancora la mente aperta e le spalle leggere per guardare con occhi curiosi il nuovo anno che sta per iniziare. E così tra parole, disegni, danze, abbracci, incontri e diverse ore di sistemazione e pulizie… ecco che finalmente arriva l’idea!

Qualcuno riesce a dare il senso di quell’atmosfera e tradurla in parole, tutte insieme aggiungiamo significato e profondità, dubbi e idee!

Ecco, è nato il tema su cui ci sentiamo di lavorare, cercare formatori, organizzare serate e metterci in discussione e dove possibile coinvolgere anche i genitori.

Per ultimi i bimbi, non per meno importanza ma perchè siamo noi a dover sviscerare e imparare, a metterci in discussione e aprire cuore e mente. Loro non ne hanno alcuna necessità e intorno a qualsiasi tema si divertono, ci seguono e ci insegnano e crescono.

Quest’anno: Tutte le possibilità del Silenzio!

Inizialmente  abbiamo approfondido il dibattito sull’introspezione, l’ascolto, la presenza, il radicamento… ma anche il caos e il rumore, l’ordine e le nuove prospettive che ne nascono, la cura e come affinare i sensi e magari esplorare qualcosa di sconosciuto.

Ciò che è arrivato in seguito è stato di andare a toccare la Vulnerabilità! Tutto sommato  era prevedibile…

Perchè da adulti si ama così poco  il Silenzio?

Perchè tra le persone senza aver nulla da dire ci si sente in imbarazzo, i pensieri sembrano andare a sbattere e il corpo non sapere cosa fare. Basta una piccola meditazione, un momento di immobilità e si sentono i suoni che abbiamo dentro: il fluire della vita.

Non solo, sentiamo anche il flusso infinito e chiassoso dei pensieri e quello ancora più invadente delle emozioni!

E allora in silenzio si aprono spazi e porte, certo di ascolto ma anche di paure, timori, dubbi e perplessità.

Saremo all’altezza di questo momento in cui magari ci si guarda con attenzione e ci si incontra sul serio?

Sapremo lasciare andare per un attimo le difese e le maschere per vedere cosa c’è dietro e lasciare che l’empatia, l’intuito, la fragilità, la forza, il coraggio e tanto altro possano fare capolino?

Il silenzio a volte ha un peso enorme, come se riempisse tutto quanto e non si trovasse l’uscita. Allora le parole, i suoni, la confusione cerca di prendere di nuovo il sopravvento creando note stonate e disarmoniche per poi placarsi e lasciare nuovamente spazio al silenzio ma questa volta desiderato, amato, capito almeno un po’.

Il senso di vuoto è fortemente richiamato dal silenzio anche nei bimbi che faticano a rimanere in quello spazio poco definito, sempre più complesso man mano che crescono.

Osservandoli in tutti questi mesi è stato ovvio vedere come i più piccoli del nido fossero naturalmente in silenzio e con grande concentrazione ogni volta che eploravano materiali, situazioni, esperienze da assorbire e vivere appieno. Appena si cresce un poco ecco che il suono e il movimento continuo riempono ogni attimo della giornata, anche al nido e a scuola.

Tante sono state le proposte per noi e per loro per recuperare quella serenità e vulnerabilità che ha portato con sè davvero momenti intensi, emozionanti e intimi.

Perchè la Vulnerabilità è qualcosa di prezioso e importante da portare con noi in questo viaggio: aprire lo spazio alla possibilità anche di essere ferito, accorgerci delle maschere importantissime che ci siamo costruiti  per proteggersi, per trovare le nostre strategie nella vita e che ci accompagna sempre anche quando non ci accorgiamo di non scegliere liberamente come agire.

Nel silenzio la parte più delicata di noi emerge, si fa ascoltare e ci indica le soluzioni, i bisogni profondi e le guarigioni… I bimbi sentono in profondità, sono nella vulnerabilità, e sono i maestri.

Ecco il nostro anno di silenzio, fatto di sfide quotidiane, di piccole  incomprensioni che prendono uno spazio gigante, di ritrovarsi nella cura e nella fiducia reciproca e soprattutto di nuovi scambi, di una comunicazione più vera e spontanea, e di una tanto desiderata leggerezza che con l’arrivo dell’estate ha riempito le nostre giornate.

Con gratitudine verso ogni persona da 1 a 99 anni, che con grande coraggio ha lasciato entrare un po’ di questa vulnerabilità emozionando e nutrendo tutte le altre, che sia dada, genitore o bambino.

 

Il mostrare se stessi ha in sè un dono inestimabile.

 

Dada Pamela e Dada Francesca

 

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