C’era una volta una storia

By |2020-03-19T11:51:12+00:00marzo 21st, 2020|DIARIO DI BORDO|0 Comments

C’era una volta una storia, anzi tante storie, che avevano come protagonista una bambina molto piccola, di nome Fagiolina. C’era una volta una stanza della nanna, con tanti bambini, che prima di addormentarsi, amavano sentire delle favole davanti al fuoco.

C’era una volta Cappuccetto Rosso, il Mostro Peloso, il Gruffalò, poi all’improvviso nacque Fagiolina.

A dire il vero non era tanto tempo fa, non proprio una “volta”, ma due anni fa, in un pomeriggio d’autunno, con una candela accesa in mezzo al cerchio di lettini.

I bimbi mi chiesero: “Dada ci racconti una storia?” E io risposi: “Sì bimbi, ma questa volta ve ne racconto una nuova”.

Da qui abbiamo acceso il canale della fantasia e prendendo qualche spunto qua e là, dalle favole conosciute  e dai ricordi che avevamo voglia di condividere, abbiamo iniziato a tessere la storia di una piccola bimba, curiosa e birichina, che si perdeva dappertutto.

È stata una tela lavorata a più mani, dove ognuno aggiungeva un pezzettino, c’è chi l’ha voluta chiamare Fagiolina, chi voleva che si perdesse in Spagna (dove vivono dei parenti), chi voleva che venisse nella nostra scuola (chissà mai che non si affacciasse alla porta delle nanne!).

E poi di volta in volta ogni bimbo decideva un’ambientazione, seguendo spesso le esperienze personali, vicende private e familiari che diventavano lo sfondo, di una storia speciale, condivisa con i compagni.

Su un tappeto volante, con un po’ di polvere magica Fagiolina è volata nella terra di Pippi Calzelunghe,  ha nuotato nel mare con le sirene, è andata a trovare Babbo Natale al Polo Nord e si è perfino persa nella Fabbrica di cioccolata.

È stato un meccanismo fatto di parole, risate, coccole e sentimenti, che ci ha fatto entrare nelle storie che ogni bambino custodisce nel suo cuore.

Con le  avventure di Fagiolina, i bimbi si facevano trasportare in quella terra di mezzo fra la fantasia e la realtà, dove tutto perde di consistenza, dove ci si abbandona alla rilassatezza, all’ascolto e alla magia della parola orale, che diventa una storia che piano piano, e ancora più piano, rallenta il tempo, diminuisce il battito, crea quella armonia fra il corpo e la mente, fino al sonno.

C’era una volta una storia, la storia di Fagiolina, raccontata da tanti cantastorie, che salendo sullo sgabello con la propria chitarra, hanno potuto mettere in scena le proprie emozioni, elaborare le difficoltà, sperimentare la propria voce, per arrivare a sentire e capire il proprio cuore.

Dada Tati

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