Dada facciamo il panino oggi?” SI!
 Oggi è il giorno degli impasti insieme, ci prepariamo in piccoli gruppi misti, un gruppo del nido e qualche “grandone” della materna.
Ci laviamo le mani poi saliamo su un treno che ci porta… in refettorio pronti a sporcarci le mani…
Seduti nel tavolo circolare, ci sistemiamo e iniziamo…
Mi siedo anch’io e inizio a presentare un ingrediente dopo l’altro partendo dal più importante che i bimbi amano tanto… la FARINA!
Un mucchiettino davanti ad ognuno per toccarla, assaggiarla, annusarla, giocarci un po’… poi l’olio, il sale, lo zucchero, il lievito.. a seconda della ricetta del giorno.
Ogni volta ripetiamo insieme gli ingredienti e li conosciamo attraverso l’odore, il colore, la forma e il gusto.
Li metto tutti nella ciotola e inizio a impastare. Gli impasti hanno bisogno di calma, silenzio e attesa: mescolarli insieme, trovare la consistenza giusta è quasi una magia.
I bimbi che sanno arrivare all’essenza delle cose sembrano comprenderlo molto bene e per loro ogni volta è diverso e speciale.
Mentre impasto mi incanto ad osservare gli occhi attenti e curiosi che mi guardano e con pazienza aspettano.
E’ un piccolo miracolo silenzioso che si compie ogni settimana in quel breve lasso di tempo.
Dopo aver formato una “pallona” distribuisco a ciascun bimbo un pezzetto che può continuare a impastare per renderlo liscio mettendoci dentro le manine, facendolo rotolare avanti e indietro aiutati da una canzoncina.
L’idea è quella che ciascuno riesca con le proprie capacità a fare il suo panino, il suo biscotto… con il minino aiuto della dada, non importa quanto verrà grande o bello o liscio, la cosa speciale è di farlo con le proprie manine.
E’ un privilegio poterli osservare mentre impiegano tutta la loro energia nel manipolare ciascuno il proprio impasto: i più grandini mettono forza nel muoverla avanti e indietro, vogliono renderla il più liscia possibile, alcuni piccolini fanno tanti pezzetti prima di riunirla tutta insieme, altri fanno mostri, dinosauri, animali fantasticando su storie da loro inventate, come se l’impasto prendesse vita.
Usando le mani i bambini imparano a conoscere se stessi, le proprie capacità e il mondo che li circonda, muovendo le mani e modellando l’impasto, muovono il pensiero, sviluppano, oltre alle abilità manuali, quelle mentali, del pensiero cognitivo e creativo, acquisiscono la capacità di fare e di modificare, di agire sulla realtà.
Un’attività cosi semplice sviluppa percezioni e sensazioni non solo tattili ma anche olfattive, visive e gustative: mentre impastiamo i bambini utilizzano l’olfatto per odorare gli ingredienti e l’impasto, la vista per osservare i colori che hanno un proprio ruolo e il gusto, sì perchè alcuni ingredienti aggiuntivi quali olive, semini, uvette ovviamente li assaggiamo!
Li gustiamo insieme e ciascuno esprime ciò che sente.
Piacere, ma anche disgusto in alcuni casi, impariamo insieme ad toccare, assaggiare, assaporare e ad ascoltare cosa sentiamo nella bocca e nelle mani.
Tutto questo va nella direzione dell’agire mantenendo un ascolto attivo e costante al proprio sentire, alle proprie emozioni e sensazioni.
E’ incredibile quanto un’arte così antica quale quella dell’impastare possa avere una valenza educativa tanto alta e profonda.
Una volta terminate le nostre creazioni, lasciamo il refettorio portando la teglia nel forno ed io colgo tutta la soddisfazione e la bellezza nelle manine bianche che mi accompagnano gioiose.
Dada Chiara