Il richiamo di un foro, di un buchetto…. è irresistibile, ha una forza attrattiva a cui è difficile sottrarsi.

Cosa ci posso mettere dentro? Mi guardo attorno, mi ingegno. Vedo per prima cosa le mie mani, perché non tentare con un dito? Sì, ci entra… e poi con che cosa? Ci sono dei tubi, così li prendo, ma non tutti vanno bene. Alcuni sono troppo grossi, altri così sottili che “ballano” troppo dentro il buco, non mi piacciono. Poi, andando per tentativi, ecco che ne trovo uno che entra perfettamente! Che soddisfazione che mi dà aver riempito ben bene quel bucanino, mi restituisce un piacere di conquista e riuscita. Ripeto l’azione tante volte: metto e tolgo, metto e tolgo… Provo poi a tirare: per quanto regge? Che bello quel brivido che sento quando le braccia tirano e all’improvviso… TAC! La tensione cede, inaspettatamente, e divento parte dell’elastico di questa specie di fionda! Cerco di non cadere, di mantenere l’equilibrio, e ricomincio da capo.

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Mi distraggo un attimo e qualcun altro prende il mio tubo. Cerco di riprenderlo ma non è possibile, il nuovo “proprietario” non accetta compromessi, ora è suo. Quindi che faccio? Ne cerco un altro. Quale prendo? Mmm… Quello di prima si infilava benissimo nel buco, ed era blu. Quindi forse prenderne un altro dello stesso colore potrebbe essere la scelta giusta? Sì!! Anche questo entra perfettamente, l’associazione colore – dimensione mi ha aiutato, ora so cosa mi serve e dove prenderlo. Ricomincio da capo: infilo, tolgo, infilo, tiro, tolgo, infilo… Sono stato così a lungo concentrato, sprofondato nei miei pensieri e ragionamenti. Ora che ho appreso e compreso ho voglia di condividerlo con altri. Mi guardo intorno, invito con gesti, sguardi e voce altri bimbi. Il gioco muta: ci alterniamo a infilare, tiriamo da una parte all’altra, aggrovigliamo i nostri tubi, gli oggetti fra le nostre mani si trasformano per magia: diventano funi di navi, guinzagli per un enorme animale, tubi da pompiere per spegnere incendi…

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Dall’inizio del gioco ad ora quindi cosa è successo? La curiosità ha avviato il ragionamento; il ragionamento ha portato al raggiungimento di soluzioni passando attraverso la sperimentazione, la valutazione e la scelta; La soluzione raggiunta ha creato entusiasmo e soddisfazione, che ha poi portato alla ripetizione dell’azione, che conferma e gratifica. Oltre al ragionamento è stata chiamata in causa anche l’esperienza fisica, anche il corpo ha sperimentato, ha scoperto e si è messo in gioco apprendendo; è stata stimolata la capacità associativa, dunque l’iniziale esperienza ha guidato fino ad un apprendimento che ora sostiene le successive scelte; il gioco poi da individuale è diventato condiviso, ha attivato la relazione e lo scambio tra pari, l’alternanza di ruoli, gli accordi; infine si è giunti al simbolico, alla capacità fantastica di arricchire l’esperienza spingendola oltre.

E in consegna a genitori, nonni e babysitter cosa racconti? “Oggi abbiamo giocato in palestra, con tubi ed assi forate”. Un ritorno semplice, forse fin troppo stringato, ma che racchiude un mondo enorme di esperienze. E tutto questo grazie a quel buchetto che è stato riempito.

 

dada Ilaria