Nascere e morire sono due azioni complementari, uno accompagna l’altro e lo rafforza. Per quanto il tempo viene scandito e impegnato dalle numerose attività quotidiane, questi due eventi riescono a far concentrare le persone attorno a chi arriva e a chi se ne va. Si ritaglia uno spazio temporale in cui la presenza unita delle persone ha lo scopo di salutare un’altra persona per il suo arrivo o la sua partenza con diversi riti e usanze. Il passaggio viene celebrato e testimonia ogni volta l’essenzialità raccolta ad ogni momento della vita.

In questa primavera del 2020 la parola salute si trova nel centro della grande ruota della società che si è rallentata. E se questa parola continuasse a rimanere in centro e lentamente rimettesse in moto tutto, che cosa cambierebbe? In altre parole, che lo Stato fosse fondato sulla Salute. Che l’interesse di tutti fosse quello di vivere in equilibrio con l’esigenze del loro corpo, la chiarezza nei loro pensieri e il volere del loro spirito. Qualsiasi attività produttiva del uomo potrebbe, e può avere, come intenzione di contribuire allo svolgimento di una vita armoniosa tra le persone e con la natura. Allora così la parola salute acquista il suo significato integrale e profondo. E quando arriva un pericolo che può turbare l’equilibrio, ogni persona sarà preparata ad affrontarlo, perché sa esattamente che cosa significa stare in salute e avere un sistema sanitario saggio che aiuta a sviluppare e sostiene tutte le risorse vitali e ingegnose dell’uomo e della natura.

Dopo la parola salute, la frase che è stata detta di più in questo periodo è stare in casa. Così arriva un’altra parola, il movimento. Delimitare lo spazio vitale attiva un processo di interiorizzazione e di silenzio. Come per ricreare un equilibrio si rivede tutto da una prospettiva diversa. Si può trattare di un ritiro in cui ognuno, prima di dare la responsabilità ai fattori esterni, cerca con reale e profondo interesse di riconoscere nel proprio movimento, come in quello collettivo, i controsensi.  C’è una stretta connessione tra movimento e relazione. Nel movimento i sensi sono attivi e i sensi relazionano l’uomo con il mondo.  La riflessione è in che misura nel movimento si dà una reale attenzione verso quello che si incontra creando una relazione consapevole. E osservare se il movimento diventa meccanico, stressato, frenetico, di respiro corto, proiettato solo ad un futuro proposito. Il movimento è in connessione anche con il tempo. Il muoversi influenza la qualità dello scorrere del tempo. Il tempo è inarrestabile, ma il movimento lo disegna. La forma che si vuole dare al proprio tempo dipende principalmente dal proprio movimento, sia al livello personale che collettivo.

Una misura estrema, come quella di poter allontanarsi solo due cento metri dalla propria casa, dover autogiustificare la propria uscita, non poter partecipare alla celebrazione della nascita e della morte di una persona cara, evitare gli incontri umani, portare ad un’estrema fatica chi continua a prestare il suo lavoro, necessita di una attitudine responsabile e illuminante. Guardare con attenzione e sincerità se il movimento dell’uomo, che sviluppa il movimento della società, riesce realmente a garantire il suo proprio equilibrio e se assume la propria responsabilità della relazione che crea con l’ambiente circostante. E in seguito impegnarsi a ricreare l’armonia dove manca. E qui con l’impegno arriva la parola educazione. Con la consapevolezza arriva un nuovo movimento, una nuova visione dalla quale non è escluso nessuno. Si educano, ed educano tutti, con il loro modo di vivere. Si impara a trarre fuori le proprie risorse, riconoscerle e metterle in movimento avendo chiaro che questa libera manifestazione è fondata su una profonda salute dell’uomo, della società e della natura. Attraverso l’educazione l’uomo allena la capacità di vedere le cose e acquisisce gli strumenti che ad una situazione difficile gli permetteranno di ristabilire l’equilibrio.

E ritornando a capo anche l’equilibrio e il disequilibrio sono complementari, uno accompagna l’altro e lo rafforza. Sta all’uomo la maestria di vederli, riconoscerli e agire in merito dell’uno piuttosto che dell’altro.

 

Dada Theano