Un po’ di psicomotricità relazionale a domicilio??? Si grazie!

Cari bambini quest’anno purtroppo abbiamo dovuto interrompere il nostro solito percorso dopo poco, appena il tempo di conoscerci e di iniziare a divertirci! Un gran beccato per dei bimbi in gamba come voi!

Ma vediamo se riusciamo a far arrivare un po’ di psicomotricità a casa vostra…

Lo spazio della psicomotricità relazionale presenta due elementi fissi molto importanti: la casa dello psicomotricista e il piano rialzato/inclinato.

La “casetta” della dada è un luogo di tranquillità dove poter tornare quando abbiamo bisogno di ricaricarci e fuori c’è troppa confusione per farlo, un posto sicuro da cui poter osservare gli amici che giocano e gli oggetti proposti di volta in volta.

E’ un dentro simbolico, di ritorno all’origine, a quello che è noto e conosciuto, a quello che più ci appartiene.

Il piano rialzato/inclinato è un vero e proprio catalizzatore di movimento in tutte le sue forme: ci si può saltare, rotolare, arrampicare, scivolare, cadere, strisciare…un fuori simbolico in cui metterci alla prova, sperimentare, sentirci audaci, capaci e coraggiosi.

Il passaggio dalla casetta al piano rialzato, non è banale! I bambini più piccoli del nido impiegano anche qualche seduta per passare da “dentro” a “fuori”, dalla dipendenza all’indipendenza. Per i più grandi è quasi il contrario: per identificarsi hanno bisogno di differenziarsi, di scoprire chi sono, di separarsi da noi (educatori, genitori, adulti di riferimento) e in “casina” non tornerebbero mai!

Al centro c’è lo spazio dell’incontro, con l’altro, con gli oggetti.

In questo particolare momento forse di “casetta” stiamo facendo il pieno… pensavo così di proporvi di realizzare il VOSTRO piano rialzato/inclinato per poter ritrovare in casa tutte quelle esperienze che per ora fuori non possiamo più fare.

Come fare? Potete utilizzare molti oggetti che probabilmente avete in casa, un tavolino basso, cuscini, coperte. Il divano spesso si presta bene, i suoi cuscini, di solito, sono materassi alti 15/20 cm di varie forme e dimensioni che, opportunamente disposti, possono diventare piani inclinati e andare a costituire interessanti percorsi ad ostacoli su sui arrampicare, rotolare, scivolare, strisciare…

Per evitare che il divano si trasformi per sempre in un parco avventura per i piccoli, potete stabilire le regole per il suo uso alternativo:

 

  • stabilite un orario e un giorno in cui si gioca alla “psico”.
  • nominate insieme ai bimbi la regola principale della psicomotricità: non ci si fa male ( non la sottovalutate, questa regola anche durante la psico non significa solamente non facciamo male agli altri ma anche stiamo attenti a non farci male, per sottolineare l’importanza di stimolare quella naturale capacità di ogni bambino di autoconservarsi e preservarsi )
  • alla fine del tempo stabilito mettere tutto a posto

 

I rituali di inizio (ricordare la regola) e di chiusura (riordino) aiutano i piccolini a entrare e uscire da questa esperienza e dovrebbe essere poi più facile riconvertire il divano in luogo di relax.

Se volete una colonna sonora prima del riordino come facciamo in psicomotricità quella che utilizzo io con i bimbi del nido è questa: The Great Song of Indifference, di Bob Geldof. Ma potete sceglierne anche una che piace a voi!

Se avete possibilità di spazio potete anche decidere di lasciarlo montato, ricordando sempre la regola del “non ci si fa male” quando i bimbi iniziano ad usarlo.

 Importante: per stimolare autonomia e autodeterminazione i bambini devono essere in grado di salire e scendere in completa autonomia ovvero non deve essere richiesta la nostra presenza e il nostro aiuto, quindi l’altezza dovrà essere proporzionata all’età del bambino e intorno dovrà essere previsto un atterraggio morbido nel caso di possibili incidenti (ad esempio con una coperta di quelle pesanti…)

Certo l’adulto vigila, questo sempre, ma con molta discrezione…

Potete condividere foto e video se volete, mi farebbe molto piacere!

 

Buoni giochi a tutti!

Dada Sara