Cari bimbi grandi,

in queste settimane a casa ho pensato soprattutto a voi. Tutti i bimbi mancano nella quotidianità delle dade, ma un pensiero particolare lo dedico a voi.

Con un pizzico e forse più di malinconia, scorrendo foto vecchie nel telefono, ho pensato ai progetti che sono rimasti in sospeso.

Alla gita in centro a Bologna, che aveva divertito e appassionato me e dada Roberta, che dopo averla fatta una volta, ci siamo ripromesse di farla diventare una tappa fissa per i grandoni. Perché per settimane non si sentiva altro che parlare “ della gita dei grandoni”, e della cioccolata al bar, della scoperta di alcune vie che di solito vengono percorse con la mano di mamma, papà o dei nonni, ma che con la mano degli amici accanto, hanno un sapore diverso. Anche per noi.

Alle gite nei parchi insieme a grandi e piccini, alle gite speciali insieme ai bimbi del nido. Ad ogni volta che vi sareste sentiti ancora più grandi perché per mano tenevate un piccolo del nido. Alla pazienza e alla cura che avete nel rispettare i tempi altrui, e alle volte in cui di aspettare non ne avete nessuna voglia.

E infine alla gita al mare.

Scorso anno scattai una foto in spiaggia scrivendo con un rametto sulla sabbia bagnata “Atelier dei Piccoli 2019”, con la certezza assoluta di averla riproposta quest’anno. E mi manca come se l’avessi vissuta e fosse andata via, o forse manca di più. Le corse nella piazzetta dove facciamo merenda, gonfiare i braccioli allo sfinimento, e ora che li avete tutti, sono poi da risgonfiare. Ai pastrocchi di crema e sabbia che ci facciamo addosso, alla piada vuota che abbiamo mangiato a sedere in cerchio. Perché si, a scuola mangiate formaggio, prosciutto e tutto quello che ci prepara la mensa, ma in gita no: in gita la piada va vuota! Non si è ancora capito il perché. E raccogliere le colate di gelato dalle vostre mani e dalle vostre facce stravolte dalla giornata, che quando siete stanchi siete ancora più matti, e poi tornare in treno dove la gara la vince chi si addormenta per ultimo nelle posizioni più strane.

Ho pensato a tutte le volte che perdo le chiavi, la bottiglia dell’acqua o non mi ricordo dove ho posato qualcosa e voi siete lì a darmi il suggerimento. Si perché a voi non scappa niente. Mai!

Ai pomeriggi speciali, dedicati a voi, che alle volte sono faticosi, perché la stanchezza e l’energia nello stesso posto, nello stesso momento alle volte sembrano un cocktail esplosivo. Ma quando troviamo insieme la chiave per far funzionare tutto, quello è uno dei momenti più speciali che ci possiamo dedicare. Il vostro spazio da grandi, solo per voi. Con le favole inventate, con gli origami, con l’ago e il filo, le trecce e le vostre mille curiosità.

Mi dispiace e mi mancherà vedervi in quel momento dell’anno in cui vi sentite talmente grandi per la materna che ci guardate con quell’aria che sembra dirci “ care dade non ne possiamo più di voi”. Perché arriva il momento in cui delle canzoncine che vi hanno accompagnato per 3, talvolta 5 anni, non vi interessa più. Dei compiti da grandi come preparare la stanza per la merenda o fare una cosa “specialissima” con la dada, non vi interessa più. Non è più abbastanza da grandi per quanto grandi vi sentite voi.

Mi immagino guardarvi con tenerezza perché è quello il momento in cui capiamo che siete pronti per iniziare il nuovo viaggio che vi aspetta.

Ci immagino vestiti da festa dopo essere usciti dalla piscina per salutarci tutti insieme nel nostro giardino. Tra le chiacchiere le corse e le risate, in quel momento in cui ci fermiamo per dare a mamma e papà il regalo di fine anno. Per dedicarci quel nostro momento emozionante dove chi non piange degli adulti viene escluso dal gioco!

Mi emoziona pensarvi a settembre a scuola, dove però questa volta.. sarete i più piccini.

Vi immagino ogni giorno nelle attività, nella piscina, nei giochi in giardino, nei compiti di routine, nelle letture, nei momenti di noia, di euforia, di litigi, scontri e nei momenti che ci fermiamo insieme a parlare.

L’ultimo anno di materna è l’anno di tutti i giochi che non potrai fare gli anni dopo per tutto il giorno, l’anno del Re, di insegnare agli altri cosa hai imparato, di prendere per mano un bimbo piccino e aiutarlo a rialzarsi, o rimettergli le scarpe, l’anno delle corse più veloci, delle lacrime che asciughiamo con gli abbracci, e delle coccole che non hanno bisogno di un tempo.

Cari grandi, non avete perso niente, siete diventati ancora più grandi con le cure costanti di mamma, papà e nonni. Il vostro è stato un anno speciale. E anche se siete arrivati a guardare mamma e papà con quell’espressione del “ non ne possiamo più di voi”, vi è stato fatto un dono immenso. Senza l’etichetta addosso del grande o del piccolo, siete cresciuti con l’amore che vi ha fatti arrivare fino a qui.

Speriamo di vederci e salutarci con un abbraccio.. al giardino mancate sicuramente tantissimo. Forse gli alberi penseranno che siamo andati a fare una gita lunga.

E mancate tanto anche a me.

Vi mando il mio più grande abbraccio.

 

Dada Titty C.