I nostri bimbi sono piccoli, o meglio, lo erano a ottobre quando con i più grandicelli della materna, abbiamo provato a sperimentare il gioco delle staffette!

Siamo partiti dall’acqua: in piscina ci siamo divisi in due squadre e creato vari giochi in cui bisognava accordarsi con i compagni sulla partenza e gli scambi. All’inizio eravamo dubbiose, il gioco era molto complesso e richiedeva cura e concentrazione. Questo ci permetteva di lavorare sui movimenti corretti, sull’ascolto alle dade ma anche ai compagni, sul ammorbidire le amicizie ripetitive e creare un bellissimo gioco che coinvolgeva bimbi e bimbe insieme indifferentemente.

Proprio come le vere staffette in cui parte il primo e il secondo aspetta dall’altra parte della corsia e ci si passa un oggetto o si tocca il muro per dare il via, magari al tuffo del compagno di squadra.

Abbiamo sperimentato un po’ tutto: tuffi, scambi, passaggi di oggetti, staffette a coppia e infine le abbiamo rifatte anche in palestra e in giardino.

Non ci aspettavamo un tale entusiasmo e una partecipazione così competente. In poche volte hanno capito bene quale fossero gli obiettivi del gioco e come si dovevano aiutare. Io e la dada Titti ci siamo divisi una per squadra per guidare i cambi e i passaggi complessi, per sostenere chi fosse più in difficoltà ma in poco tempo erano autonomi, pieni di sorrisi, spruzzi e adrenalina. Proprio come noi!! Ci siamo sgolate tra tifo e nuotate per correre di qua e di là!

Ciò che volevamo raggiungere era lavorare come una squadra, cambiando ogni volta i componenti e imparando a sostenersi a vicenda al di là della singola amicizia elettiva.

Sono stati splendidi: gli applausi, il tifo di sostegno (a volte sbagliando squadra ma non era importante) e gli abbracci a fine partita sono stati un risultato meraviglioso!

Soprattutto perchè erano per tutti, compagni di squadra, amici che avevano perso, amici che aeavano giocato testa a testa per vincere quella vasca… commosse li abbiamo sempre sostenuti e abbracciati.

Poi si raccontavano perchè avevano vinto o perso e facevano tesi su come fare la prossima volta. Mai una volta qualcuno si è arrabbiato o offeso!

I bambini ci insegnano sempre che la competizione ben gestita è un modo splendido per tirare fuori grinta e competenza, coraggio e amicizia, lealtà e molta molta collaborazione.

Grazie, come sempre, per averci permesso di sperimentarci divertendoci tantissimo.

 

Dada Pamela