Laboratori pomeridiani dei bimbi di 5 anni

I laboratori pomeridiani per i bimbi di 5 anni sono momenti di tranquillità, di riposo fisico e defaticamento mentale, che creano uno stacco dalla mattina e preparano ad affrontare i pomeriggi col buon’umore,  la voglia di tornare a giocare con creatività e rilassatezza,  stemperano lo stress che si accumula dopo pranzo e avvicinano il bambino alle attività a tavolino, dov’è possibile sperimentare attività di scoperte e manualità fine.

In questi laboratori in particolare abbiamo scoperto i fili e gli intrecci.

Un singolo filo può creare una ragnatela, tanti fili possono intrecciarsi a spina di pesce. Abbiamo iniziato a giocare con le trecce, prima sui capelli delle bimbe, poi con dei fili attaccati ai cassetti. Siamo partiti dalle trecce, per allenare le piccole dita dei bimbi ad annodare, intrecciare e costruire trame di significati. Così i lacci delle scarpe sono diventati orecchie del coniglio, che dopo numerosi tentativi (a volte frustanti) si annodavano uno sull’altro, provocando lo stupore dei bambini. Questi intrecci diventano momenti di rilassamento, di coccole pomeridiane e di incontro con l’altro.

Giocando si inizia ad affinare la motricità fine e la coordinazione oculo manuale, costruendo un momento rilassante di cura di sé stessi e degli altri. Perché ogni treccia unisce tre fili: chi la fa, chi se la fa fare e chi osserva. Tre fili che si intrecciano nel gusto di accarezzarsi, prendersi cura, farsi belle e scacciare ogni tristezza. Una volta le nonne spazzolavano e intrecciavano i capelli delle nipoti per intrappolare la tristezza, perché fra ciocche, nodi e trecce, si muove il cuore di ogni persona.

Seguendo il filo di un gomitolo siamo passati a infilare le perline e agli intrecci di carnevale, ghirlande colorate di carta, per addobbare la scuola. L’arte di infilare e di intrecciare serve per allenare la concentrazione, per migliorare la presa e la motricità del polso, trovando una calma interiore, nella curiosità di un filo che entra ed esce da un buco.

Come diceva Maria Montessori, la mano è organo di intelligenza e da tanti fili che si intrecciano nascono delle forme che assumono le sembianze dei tetti (triangoli), dei buchi (cerchi)… e allora si trasfomano i fili in disegni.

Lo sguardo dei bambini sa cogliere in tutto quello che ci circonda figure e forme simili al tangram, composizioni e scomposizioni di giochi geometrici che possono diventare storie o ricordi lontani.

La manipolazione della carta consente di sperimentare le prime creazioni che derivano dalla manualità fine, dall’osservazione e dall’imitazione. Così riprendendo le figure che loro conoscono, pieghiamo la carta secondo linee e angoli. L’attenzione va nel far combaciare gli spigoli, nel dosare la forza per creare le linee senza che si spezzi la carta. E dopo varie pieghe ecco la magia del vedere che si è creato qualcosa.

Una barchetta, un aeroplanino, una scatolina.

Poi arriva la memoria per mettere insieme tutti i pezzi e ripetere senza dover chiedere il supporto dell’imitazione. E se con la mia memoria non arrivo alla fine dei passaggi? Ecco il gruppo. Tutti insieme intorno a un tavolo a ricostruire tutt i passaggi.

Uno spettacolo stupendo per chi può sbirciare senza farsi notare.

Ago e filo sembrano apparentemente non alla portata dei bimbi di quest’età. L’ho letto negli sguardi perplessi delle mamme e dei papà quando ci trovavamo a raccontare dell’attività. Lo stupore che si era creato quando sui tavoli si sono trovati i fili rossi, un pezzo di stoffa e gli aghi è stato indescrivibile. I loro occhi che brillavano all’idea di fare “quella cosa che fa sempre la nonna o la mamma”, e “se imparo dopo posso riparare tutti i calzini bucati di casa”.

Unico il silenzio, unica la concentrazione che si era attivata nel tenere l’attenzione del “ entra da sopra, esce da sotto, rientra da sotto, esce da sopra”. Diventata come una filastrocca, alla quale non rispondeva più la dada ma si aiutavano tra di loro a ricordarselo. E quando si forma un nodo? Pazienza, buffe sono le forme che si formano e poi si può fare un nodino e ricominciare da capo.

Il respiro, il respiro che ti chiedono le attività pomeridiane, le attività di concentrazione, manipolazione, creazione, sono fondamentali, rigeneranti e indispensabili per i bimbi grandi che non hanno più bisogno della nanna per ricaricarsi. Attività come queste pensate per loro, fanno trovare il giusto respiro del riposo.

dade  Tati