Crediamo nella semplicità, poche cose appartenenti alla vita di tutti i giorni, che solitamente diamo per scontate o riteniamo non siano “abbastanza”, possono essere terreno per compiere una magia: la magia ce l’hanno i bimbi e la fanno loro con il loro modo di essere. Quindi una mattina piovosa e uggiosa di gennaio, una di quelle con tante emozioni sottopelle, siamo saliti alla materna dopo il cerchio di canti al nido.
Avevamo un’idea in testa e nello sguardo dei bimbi.

Abbiamo preso un paio di bacinelle di acqua, un paio di tessuti grandi per coprire il pavimento e qualche bottiglietta vuota.
Abbiamo reso la stanza meno illuminata e messo la musica di sottofondo. Una musica tranquilla, come un respiro leggero e sereno.
“Bimbi, di là nella stanza della nanna c’è un gioco speciale, ma bisogna entrarci leggeri e liberi, senza vestiti per chi vuole indossando solo lo slip, a piedi nudi e un po’ di bimbi alla volta, non possiamo andarci tutti insieme. Chi vuole venire?”
E così a partire dai più curiosi, si è creato un flusso di va e vieni, a piccole onde, proprio dei piccoli gruppetti: sono entrati nella stanza, hanno osservato silenziosamente e nessuno è rimasto deluso.
Mentre si creava il flusso magico e spontaneo dei bimbi che sceglievano di sperimemtarsi nell’attività, in bagno ci si spogliava , ognuno a modo suo scegliendo cosa lasciarsi addosso. Chiacchiere tra amici e qualche indicazione della dada che era lì per aiutarli in caso di bisogno. I visi erano curiosi e sorridenti e c’era chi più timido ha cercato la mano dell’amico trovando una spalla per “buttarsi” nel gioco proposto.

Si pensa spesso che un’attività vissuta al nido riproposta alla materna diventi noiosa e stancante.

Non è sempre così: abbiamo potuto osservare che ci sono cose, momenti, attività appunto che vanno vissute e rivissute, che non si abbandonano mai: ogni volta vengono approfondite, arricchite, si aggiungono tasselli di elaborazione aggiuntiva al puzzle personale di ciascuno.
Ogni bimbo e bimba, ognuno a modo suo, si è immerso in ciò che stava succedendo lì, in quel momento, e ha lasciato affiorare ciò che aveva dentro. Non era obbligatorio entrare nella stanza, c’è chi ha scelto di non entrare dopo che, una volta tornati gli amici, si sono fatti spiegare cosa stava succedendo: meglio tastare il terreno prima di buttarsi!
Ma molti bimbi sono entrati in quel luogo caldo, rassicurante: travasi con le bottigliette, sperimentazione di impronte sul tessuto bagnato, fiumiciattoli creati con quel che c’era… ed emozioni, tante emozioni da ascoltare. Dalla paura alla serenità, dalla gioia alla tristezza. Tutto da riconoscere ed accogliere. Qualcuno ha avuto bisogno anche di correre, nella zona asciutta, urlare, e qualcuno invece è rimasto accucciato nel suo mondo di acqua e impronte.
Quando i bimbi uscivano dalla stanza tornavano in bagno per asciugarsi o semplicemente rivestirsi. C’era chi voleva solo riprendersi ciò che aveva lasciato per poter iniziare un nuovo gioco, facendo tesoro dell’esperienza, chi parlava e continuava a descirvere quello che aveva fatto poco prima, chi ridendo ricordava i giochi fatti al nido quando aveva solo il pannolino… altri che timidimanete “riprendevano contatto” con il gruppo quasi come fosse uscito da una bolla tenendo con sè un filo invisibile e magico.
E’ stata una mattinata intensa per noi dade, osservarli e sostenerli in un gioco di cura e magia… di grandi emozioni e risate… come al Nido quel dì alla Materna.

Dada Francesca e dada Roberta