Eccoci finalmente a lasciare di nuovo il porto, su una barchetta diversa, riassettata per un viaggio nuovo e sconosciuto… o forse non poi così tanto!

Certo ci sono regole da integrare e sopratutto ricordare e nuovi modi di organizzare gli spazi e i gruppi molto lontanto dal porte aperte 1-6 anni a cui eravamo approdati, eppure…

Eppure siamo sempre noi dade, il nostro amato e accogliente giardino, le nostre idee e proposte educative, le nostre competenze da mettere in campo, la nostra passione per ciò che facciamo da anni… ma soprattutto ci sono sempre loro, i bimbi!

Sono arrivati stupiti, contenti, appena appena titubanti in qualche caso, buffi e sorridenti, pieni di parole da buttare fuori, pieni di voglia di giocare e di incontrarsi.

Siamo rimaste colpite da come sono entrati lunedi, fiduciosi anche in queste nuove accoglienze fuori, un po’ più veloci e schematiche, con mascherine e piccoli accorgimenti. Si sono lasciati accogliere e condurre negli spazi dedicati a ciascun gruppo, allestiti e pensati per giocare con libertà e piacere.

Ogni giorno ci siamo rilassati un po’ di più, capendo come rispettare le regole ma anche i tempi di ognuno fin dove possibile, scambiandoci idee e dubbi e osservando ciò che succedeva.

Abbiamo fatto cerchi di canzoni e di giochi e pian piano nella settimana abbiamo visto uscire dalle loro parole ma anche dal loro corpo e dai loro gesti, la fatica di questi mesi di isolamento e limitazioni, di un unico argomento che sovrasta tutto, di una paura vaga spesso poco comprensibile per i più piccoli ma che è sempre allerta… per lasciarsi andare in giochi d’acqua, tuffi in piscina, risate con gli amici, merende e pranzi chiaccherando allegramente, ragnatele di parole e di tanti emozioni!

E così per magia non era sempre colpa “di quel brutto virus”, ma tornavamo a parlare di coerenza, di regole del gioco, di trsformazioni naturali, di litigi e amicizie, di momenti di stanchezza e di esuberanza.

In modi diversi abbiamo collegato i gruppi attraverso una musica e una danza, un gomitolo, una palla con la faccia arrabbiata o sorridente, stupita o chissà cosa ancora, dipingendo tutti nello stesso momento su fogli diversi ed esprimendosi e raccontandosi, tirandosi bicchieri d’acqua addosso e ascoltando una storia insieme.

Possiamo essere educatori e stare vicino ai bimbi anche in questo momento, seppure la difficoltà di creare gruppi fissi e pensati non sia banale, trovare strategie e spiegazioni ai tanti vissuti richiede un ascolto attento e una riflessioni di gruppo, e non ultimo il coraggio di ripartire in un modo che non avremmo mai pensato tempo fa, ma che ora nei sui limiti ci sta fornendo nuove risorse da raccogliere.

Grazie alle famiglie che con tanti dubbi insieme a noi hanno deciso di provare a ridare uno spazio ai bimbi e vederli ritornare sempre più quelli di sempre, un po’ più cresciuti ma tutto sommato i soliti bambini, è stato meraviglioso!

Buon vento, che accompagni la nostra barchetta verso l’estate.

Pamela