E quindi siamo ripartiti, dopo mesi di dubbi, incertezze, preoccupazioni, magoni e frustrazione, alla fine anche l’Atelier ha riaperto le sue porte per accogliere i bambini. E quanti!! Sì, proprio tanti: 9 bimbi che da tanti mesi non avevano più potuto giocare qui con amici e dade, e 19 ancora da conoscere.

Si è delineato subito come prioritario e fondamentale concentrare l’impegno di tutte noi dade nel curare con estrema delicatezza questi primi mesi di ripartenza. Tante norme, protocolli, linee guida… Difficile comprendere e condividere tutto quanto ci viene chiesto e imposto, ma siamo consapevoli che il nostro posto sia qui e che sia giusto concentrarci nel tentativo di trovare strategie, per portare avanti il nostro pensiero educativo, di tutelare ciò in cui crediamo, all’interno di un nuovo sistema per certi versi alienante e spesso poco chiaro.

Quindi un bel respiro e ripartiamo, con calma.

Per prima cosa occupiamoci degli inserimenti: come farli? Dobbiamo abbandonare il vecchio metodo, ben conosciuto e rodato, fatto di piccoli passi, di tempi lunghi. Occorre inventarsi qualcosa di nuovo, che ci consenta di farci conoscere dalle nuove famiglie, con cui finora abbiamo avuto ahimè ben poche occasioni di scambio e incontro. E vogliamo dare anche tanta attenzione e cura ai “bimbi vecchi” e ai loro cari, perché dopo tanti mesi lontani sarà forse una ripartenza difficile, probabilmente sarà un vero e proprio reinserimento.

E dunque, alla luce della necessità di abbreviare i tempi di permanenza delle famiglie all’interno della struttura, ed in seguito ad un attento confronto con altre realtà educative, proviamo a scegliere la via del “breve ma intenso” e, speriamo, di qualità. Eccoci così a proporre un inserimento rapido ma che possa garantire conoscenza e coinvolgimento, che crei legami nonostante le distanze. Per tre giorni chiediamo ai genitori di stare insieme a noi coi loro bimbi, di osservarci, di conoscerci, e comprendere meglio quanto abbiamo provato a raccontare nel corso di precedenti lunghe telefonate… E al quarto  giorno arrivano già i saluti!!

Ci mettiamo a nudo, ci mostriamo esattamente come siamo, senza creare “bolle” estremamente tranquille ad hoc, con cui agevolare un inizio più protetto ai bambini nuovi. Viviamo tre giorni passati insieme, tutta la mattina, in cui poco è programmato, tutto fluisce nella sua naturalezza ed imprevedibilità. E noi dade seguiamo questo flusso, agendo con pensiero, metodo e tanta spontaneità. Non c’è arteficio, non c’è parapetto: questo è ciò che siamo e che facciamo, seguiamo cuore e pensiero, speriamo vi piaccia.

Non possiamo negarlo: eravamo alquanto preoccupate…. Come andrà? E se poi capitano degli imprevisti? I bimbi da inserire sono tanti: riusciremo ogni due settimane ad aver raggiunto un buon ambientamento del gruppo per poter accogliere nuovi amici?

Ci siamo messe sull’orlo e… abbiamo saltato. E siamo atterrate in piedi!

E’ stato un salto bellissimo e tanto importante, che ci vede tutte estremamente entusiaste. Ogni famiglia ci ha accompagnato e sostenuto, donandoci un’enorme fiducia. I bimbi, inutile dirlo, sono stati meravigliosi, tutti. Si sono staccati dalle braccia di mamma e papà con gradualità, ciascuno assecondando indole e tempi personali. In breve tempo quello che era un asilo vuoto ora è stra colmo di presenza, si è già persino delineato un gruppo ben riconoscibile, con equilibri e dinamiche. Sembra che i bambini siano qua già da tantissimo tempo…. E siamo solo all’inizio di novembre!

Un ruolo speciale lo ha ricoperto il nostro splendido giardino, che ha accolto e stemperato le emozioni dei primi inserimenti, vissuti totalmente all’aperto, e che continua ad aiutarci accogliendoci ancora ogni giorno: anche gli ultimi bimbi arrivati appena escono all’aria aperta lasciano volare via magoni e fragilità, accolti e trascinati dalle tante possibilità che ci attendono “là fuori”.

E quindi eccoci, ci siamo quasi tutti: ora si va. Ci aspetta un anno ancora tutto da scoprire e inventare, ma con una partenza come questa non potrà che essere un successo!

Dada Ilaria