Partiamo da qui… un po’ dalla fine di questo percorso tutto intorno al litigare… ma bene però!

Cosa vorrà mai dire “litigare bene”, sembra quasi un paradosso.

Eppure ormai sappiamo che il litigio è una importantissima occasione di confronto, di incontro con l’altro e con sè stessi per apprendere un dialogo, uno scambio fisico, la misura della propria forza ma anche della propria voce e dell’impatto delle parole.

Se noi dade facciamo due passi indietro allora si apre uno spazio di esperienza fondamentale per i bimbi  in cui in modo autonomo, ma sempre con la nostra presenza,  possono entrare di più nelle dinamiche fino a scioglierle.

Qui ogni bambino trova una propria soluzione creativa, attiva o passiva ma sempre una strategia per uscire e concludere la dinamica e continuare il gioco o passare ad altro.

Il nostro compito educativo non viene meno, solo si crea meglio il contesto, si osserva e ascolta senza dare soluzioni e fidandosi delle competenze apprese fin lì dal gruppo e si aspettano altri momenti per dialogare con i bimbi intorno a ciò.

Ci sono alcune situazioni in cui l’intensità è alta e dobbiamo più volte ricordare di non farsi male, di “litigare bene” senza usare spinte o altro. Certe volte sembra non esserci una via di uscita e invece che poter stare nella giusta distanza è indispensabile avvicinarci e prendere una posizione.

E’ fondamentale anche in questo caso non dare giudizi ne fare domande che nascondono in sè delle “giuste risposte” ma optare per una strada diversa: l’angolo del conflitto!

Allora in queste settimane a piccoli gruppi, partendo dai bimbi dell’ultimo anno di nido fino a tutta la materna, abbiamo fatto cerchi dedicati al litigio, alle emozioni, alla rabbia, agli abbracci e al ritrovarsi…alle parole che fanno male e a quelle che riuniscono… fino a dipingere, disegnare e creare insieme ai bambini degli angoli dedicati.

In questi spazi fissi dove non si va mai a giocare, i bimbi possono essere invitati a mettersi a sedere vicini per poter meglio “gestire” la loro dinamica. Posso andarci da soli o può essere un nostro suggerimento ma sempre e solo tale.

Nessun obbligo, nessuna richiesta nè un tempo.

Un vero spazio di scambio e ascolto anche silenzioso, dove la dada dà un piccolo gomitolo rosso che funge da catalizzatore dello scambio… verrà srotolato, lanciato, passato, tirato anche rotto… finchè se ne sente il bisogno.

Il nostro compito è preservare il momento da ogni altra interferenza e ricevere alla fine il gomitolo riavvolto come si riesce, a simboleggiare la fine di quella dinamica…

e come ha detto un bimbo di quasi 3 anni pochi giorni fa ridandoci il gomitolo appallottolato : “Ecco dada, adesso la rabbia non c’è più!”.

Con occhi curiosi e orgogliosi stiamo osservando questa nuova esperienza e approfondendo anche noi il percorso di “litigare bene” per accompagnarli sempre meglio e mettere distanza tra la loro esperienza e le nostre proiezioni ed emozioni per poter educare al meglio e continuare il nostro cammino.

Dada Pamela