C’era una volta una barca bellissima che si preparava per un lungo viaggio.
C’era molta emozione tra i componenti dell’equipaggio perché nessuno sapeva esattamente come
sarebbe stato il mare , come avrebbe soffiato il vento, come sarebbe andata la navigazione.
Salparono dal porto pieni di entusiasmo e cominciarono a navigare.
Furono giorni bellissimi, pieni di risate e desideri sotto le stelle.
Non si conoscevano, si annusavano, si osservavano , cucivano insieme per imparare ad usare le
mani e lasciare vuota la mente affinché il distacco dai loro cari fosse più sopportabile.
Organizzavano feste sul ponte , serate di chiacchiere in cerchio.

Poi arrivò il brutto tempo e durò più del previsto.
La vita in barca cambiò, i marinai lo sanno che nei viaggi lunghi arrivano i giorni della tempesta.
Eppure non erano pronti.
Il vento soffiava, le onde non davano tregua.
All’inizio parlavano, poi piano piano calò il silenzio, i pensieri si fecero pesanti, lontani dalla
realtà, la paura prese il sopravvento e l’umore della ciurma cambiò.
Cominciarono a dubitare, chiedere, sospettare, cercare alleanze…

Il capitano li guardava.
Li aveva osservati da sempre, da prima che salissero in barca.
Il capitano era un tipo strano, l’azzurro dei suoi occhi si confondeva con quello del mare, aveva
la barba lunga e indossava sempre una canottiera blu con una barca disegnata sulla schiena.
Tutti si chiedevano se ogni tanto la lavasse, nessuno l’aveva mai vista stesa.
Non si cambiava mai… perché era scaramantico.
Era così immenso che valeva per 10 uomini e pure di più.

Quando li vide così si diede tempo e non li giudicò.
Aspettò a lungo prima di parlare, poi un giorno, in cui il cielo era grigio, faceva freddo e tirava
il vento li chiamò a sé.

 

“C’è una grande differenza” disse “ fra la fede e la fiducia.
La prima è cieca e incondizionata e non mi aspetto che l’abbiate per me, non serve.
La seconda invece richiede tempo, sguardi, gesti, parole e lungo la navigazione avete avuto
bisogno di continue conferme, prove e rassicurazioni. Mi sono sentito messo in discussione da
voi, persino giudicato, a volte ho traballato perché ho temuto di aver perso la rotta. Erano i
giorni in cui ero molto stanco, in cui avevo i miei pensieri in testa, perché sapete anche io ne ho!
State tranquilli e state dove dovete stare, io so esattamente dove dobbiamo andare, lo so e
basta, l’ho sempre saputo. A volte ho accolto le vostre domande, altre volte no, perché erano
fuori dal vostro ruolo. A volte vi ho lasciato parlare, ma non vi ascoltavo, perché avevate solo
bisogno di sfogarvi. A volte non vi ho detto tutto quello che succedeva perché non potevate
capirlo. Io vedo oltre la lente del cannocchiale ma voi troppo spesso avete fretta, volete la
soluzione, la fine del film. Ho dovuto avere molta tenuta per non innervosirmi mai, e quando è
successo ho cercato di non farvelo capire, perché conosco il mio lavoro e non c’è bisogno che lo
dimostri con virate spaziali. Non controllo né il mare né il cielo, quindi ci sono cose che anche io
non posso prevedere, le vivo con voi. Però c’è una grande differenza tra me e voi: io so
esattamente dove dobbiamo arrivare. Metto in conto di dover cambiare rotta se è necessario,
ma non vi potrò mai proteggere dalla tempesta; vi insegnerò a navigare mentre c’è e vi renderà
più forti. Abbiate pazienza e fiducia, perchè il mare è pieno di insidie e se vedrete uno squalo
anche in un pesciolino rosso prima o poi la barca sarà così appesantita dai vostri pensieri che
affonderemo tutti insieme.
Saremo insieme sì, non vi lascerei mai andare a fondo senza di me”.
Poi tornò il sole e la terra era così vicina che la videro senza il cannocchiale.

Buone ferie !

 

Abbiamo ricevuto questa stupenda “favola” di fine anno e abbiamo chiesto di poterla condividere perchè pensiamo sia un modo bellissimo di salutarci.

E’ stato un viaggio imprevedibile per gran parte del tempo ma la nostra bussola ha continuato a puntare verso ciò che più amiamo, sondando emozioni differenti e ritornando alla gioia dell’amicizia e del ritrovarsi, alla serenità del gioco quotidiano anche se ha dovuto attraversare paure, momenti di tristezza e rabbia.

Il dono di fine anno è arrivato da solo: una bussola da orientare su come si sentiamo per prenderne consapevolezza per poi magari dirigerla su come vorremmo sentirci dopo… come la prua della nave puntata avanti, oltre le onde.

Per i più piccoli la nostra bussola ha cercato ciò che ci piace, l’amico dei giochi, il gelato alla fragola o i camion… e naturalmente mamma e papà a cui tornare dopo una giornata di esperienze, risate e fatiche. Allora una piccola barchetta è pronta a solcare nuovi mari, nuove avventure estive e a crescere tanto.

 

Buon viaggio e occhio a dove puntate la vostra bussola!!

Le dade