Eccoci al nostro primo articolo di questo strano anno.

Ormai siamo abituati a partenze complesse tra protocolli e organizzazioni che non possono seguire come vorremmo il nostro sentire, nè i bisogni che riscontriamo nei bimbi.

Più che mai ci accorgiamo di come sia prezioso il tempo per osservare e ascoltare, per cercare di intuire prima ancora di capire i bisogni di grandi e piccoli.

Non è semplice…

In due anni sono cambiate le abitudini sociali e famigliari, a volte la distanza, l’isolamento, i dubbi su chi frequentare e dove andare “in sicurezza”, e poi grandi momenti di comunità come la scuola o occasioni di vacanze in famiglia o la voglia di tutti di poter festeggiare un compleanno sereni.

Dentro a questo movimento a volte anche contraddittorio ci sono i piccoli, bimbi che fino ai 6 anni sono completamente intrisi di tutto ciò che a loro mostriamo e trasmettiamo il più delle volte inconsapevolmente.

Assorbono le gioie e le paure, le tensioni e i dubbi… e sono cresciuti o in modo differente da due anni fa…a volte con parole e sguardi sfidanti o rassicuranti come fossero molto più grandi dei loro pochi anni, a volte lasciando trasparire un emotivo fragile, delicato di chi ha avuto poche esperienze di condivisione serena e libera,  di incontri con gli altri intorno, di contatti ricchi e fiducia nel domani.

Abbiamo allora raccolto nei nostri tanti cerchi tra educatrici le nostre emozioni e le loro, i nostri progetti e ciò che loro mostrano ai nostri occhi che hanno dietro tanta esperienza ma anche tante domande su questo nuovo momento sociale.

Come stai tu singola persona, piccola o grande che sia, col tuo mondo che si va costruendo o modificando dentro e intorno a te? Che sguardo posi sull’altro, con che curiosità e fiducia affronti la giornata?

Come stiamo noi come gruppo di gioco e di lavoro, come sezione di nido e di materna tra proposte e ascolto, tra le solite malattie dell’autunno e quelle che più ci spaventano, tra casa e atelier, piccoli cerchi di coccole famigliari e grandi cerchi di amici nuovi o ritrovati?

Abbiamo scelto di riportare  all’atelier le attività atelieristiche che conosciamo come capoeira, inglese, danza, piscina, psico…oltre ai nostri laboratori quotidiani, perchè sono per noi strumenti di letture già navigati.

Attraverso questi giochi abbiamo qualche dato in più per sapere come stiamo, un confronto con altri occhi e altre mani oppure uno spazio per incontrarci di nuovo come l’acqua, ma anche nuovi adulti che vengono a portarci un loro modo di essere, di giocare con noi, che testimoniano che possiamo rimanere aperti alla Vita e sorridere.

Pieni di idee e di domande, continuiamo a navigare in questo oceano ancora scosso in questi tempi difficili, attenti a dove stiamo andando ma con ricordo della leggerezza passata e una cura al sostenere le nuove difficoltà che sempre emergono nei bambini quando cambia il contesto sociale della loro crescita.

Occhi aperti quindi, e maniche tirate su perchè c’è da fare e da divertirsi!

Dada Pamela