Ci è sempre sembrato naturale che i genitori potessero attardarsi un po’ nei giardini dell’Atelier dopo aver preso i loro bimbi, in un momento di scambio e chiacchiere tra adulti in leggerezza. Per noi lo spazio verde è nato insieme alla struttura, progettata da subito come continuità e fruizione di laboratori e giochi liberi, di pranzi e merende e di attività con i genitori.

Ogni volta che è possibile facciamo le accoglienze fuori e lì incontriamo i genitori al mattino così come le merende e consegne del pomeriggio, gli inserimenti di inizio anno e gli scambi con le altre realtà. Diventa quindi uno spazio molto conosciuto, sicuro e amichevole, dove poter sperimentare serenamente ad arrampicarsi o fare le pappe di fango o correre senza preoccupazioni.

Ma anche uno spazio dove fare attenzione all’altro, a rispettare le piante attendendone i frutti, a raccogliere solo un po’ perchè siamo tanti. Dove rilassarci leggendo una storia, fare piano piano perchè è venuto a trovarci un amico cane, a controllare se il cancello è aperto o chiuso e quale attività si sta svolgendo dall’altra parte…

Crediamo sia questa sensazione di “casa” che tanto piaccia ai bimbi e ai genitori o nonni o anche baby Sitter che si fermano dopo le 17, magari organizzando una seconda merenda!

Questo stare senza dover organizzare nulla, abbassando un po’ la guardia perchè i bambini sanno muoversi nello spazio e tra loro, hanno regole condivise tra nido e e materna ben collaudate.

Inoltre questo facilita i ritiri da parte di un altro genitore che può intanto prendere anche l’amichetto del figlio aspettando l’arrivo della mamma o del papà dal lavoro.

Nel tempo però abbiamo dovuto dare alcune regole per problemi di gestione dello spazio, di chiusure e responsabilità essendo un giardino privato e non ultimo dividerci  tra l’uso da parte delle famiglie e quello da parte delle dade per formazioni, riunioni e altro.

Negli ultimi anni con le chiusure per la pandemia, sono stati spesso uno spazio ad uso esclusivo del nido e della scuola, con regole rigide che ne hanno limitato tantissimo la  potenzialità.

Riteniamo che uno spazio verde naturale e pensato  sia un laboratorio assai più ricco di quello che possiamo inventarci noi, che anche la semplice fruizione libera sia una grande ricchezza esperienziale.

Abbiamo allora riaperto con entusiasmo alcuni pomeriggi ai genitori, dopo scuola, per lasciare spazio a questi momenti spontanei così importanti anche per gli adulti. Poter chiacchierare, scambiarsi timori e opinioni sui figli o su mille altri argomenti, far parte di una comunità che ha un punto di incontro sicuro a cui poter liberamente partecipare quando si ha voglia.

Questo è lo scopo principale dei nostri giardini aperti, fare da ponte tra le persone che frequentano l’atelier, fermarci ogni tanto a scambiare due parole, sicuramente ricordare regole di coerenza tra la mattina e il pomeriggio per sostenere i bimbi ma tanto anche i genitori… e poi un po’ di ritrovata spontaneità e leggerezza dopo mesi di distanze.

In giardino possiamo ogni tanto organizzare una grande caccia al tesoro, una merenda con quello che cucinano i genitori e i bimbi, una serata con una terapeuta o una formatrice su temi particolari, un cerchio di danze o una proiezione di foto, un falò con pane per tutti e magari un cerchio di capoeira…

Le possibilità sono infinite e tutte molto più semplici e piacevoli da fare all’aperto, appena la stagione ci aiuta, con la collaborazione delle famiglie nel rispetto e nella cura di un luogo così ricco per tutti.

Imparare a fare con cura, con quella attenzione che implica presenza, coerenza, condivisione delle motivazioni, pazienza e perseveranza, ascolto e il desiderio di fare del nostro meglio. Questo ci motiva ad aprire il più possibile questi spazi che sono naturalmente maestri di vita.

Dada Pamela